L’audiolibro

Il libro «Il codice dell’idratazione» su un tavolo di legno, alle spalle la vista su una città vecchia sul lago

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In apertura

La prefazione

All’inizio di questo audiolibro ascolterà ora una breve introduzione sul contenuto e sulla struttura di questo libro e, prima ancora, un’indicazione sull’uso di questo audiolibro.

Può ascoltare tutti i capitoli automaticamente uno dopo l’altro oppure singolarmente. L’uso del lettore è semplice e di base è impostato su tutti i capitoli in sequenza.

Le auguriamo ora un piacevole viaggio verso il Codice dell’idratazione.

«Il codice dell’idratazione»
ovvero la domanda «Qual è la migliore idratazione per l’essere umano?»

Di Georg Udorf, 2026

Molto probabilmente oggi ha già bevuto un sorso d’acqua. Se così non fosse, potrebbe farlo in qualsiasi momento. Lo ha già fatto innumerevoli volte. Bere semplicemente acqua è la cosa più normale del mondo.

Così accade con le cose più comuni, che diamo per scontate, come l’acqua. Curiosamente, ciò che vediamo e usiamo ogni giorno diventa in qualche modo, prima o poi, invisibile. Cose che tornano visibili solo quando all’improvviso vengono a mancare e non sono più a disposizione.

Questo libro la invita a guardare molto da vicino questo elemento e a potersi chiedere una volta, che cos’è in realtà l’acqua? Quale importanza ha l’acqua per lei, del tutto personalmente, e per noi come umanità?

La domanda di questo libro è tanto semplice quanto complessa. «Qual è la migliore idratazione per l’essere umano?» Qual è lo smartphone migliore? Qual è la squadra sportiva migliore? Qual è il Paese migliore per trascorrervi le vacanze? Per molti di noi le risposte sono ovvie.

Eppure la domanda semplice e lineare, come appare l’idratazione perfetta per il nostro corpo? Questa semplice domanda sembra in realtà quasi esotica. E questo benché l’acqua rappresenti la base assoluta della nostra vita.

Una ragione potrebbe essere che la risposta alla domanda su quale sia l’idratazione perfetta per l’essere umano, che questa semplice domanda abbia già ricevuto risposta da tempo. Da molto tempo. In modo assoluto e duraturo. Alla domanda più essenziale della nostra vita hanno risposto in modo eccellente i geniali reparti marketing dei produttori di bevande. Queste risposte le legge direttamente sulle etichette delle bottiglie dal design raffinato. E il suo inconscio ha interiorizzato da tempo le risposte attraverso infinite pubblicità.

Questo libro è un viaggio attraverso diverse stazioni del sapere. Un viaggio dal grossolano al sottile.

Il primo capitolo vuole risvegliare il suo fascino per ciò che l’acqua meravigliosa è davvero, ancora del tutto a prescindere dal suo effetto. Dopo il primo capitolo potrà comprendere meglio perché valga davvero molto la pena purificare la propria acqua potabile.

Quali tipi di purificazione dell’acqua esistono lo trattiamo nel capitolo 2. Acquisirà conoscenze tecniche di base e potrà comprendere quale sia, con grande distacco, la forma più alta di purificazione dell’acqua.

Alla forma più alta di nobilitazione dell’acqua è dedicato il capitolo 3, «L’eredità dell’alchimia».

Il quarto capitolo l’ho scritto con quella gioia che si può provare quando si riesce ad affrontare la superstizione e le false convinzioni con dati validi. Nel capitolo 4 verrà iniziato a un segreto che con ogni probabilità sente per la prima volta.

Nel capitolo 5 giungiamo a una migliore comprensione di come l’acqua purissima agisca nel nostro organismo e di quale ruolo enorme svolga nel nostro corpo. Lo illuminiamo con i più moderni dati biofisici.

Il capitolo 6 tratta forse dell’analogia più calzante quando si vuole scrivere un libro sull’idratazione perfetta per l’essere umano. Il capitolo 6 le mostra nel modo forse più personale quale meraviglia abbia sviluppato il suo stesso organismo per inondare i centri più importanti del suo corpo con l’acqua più pura che il suo corpo stesso è in grado di produrre.

La maggior parte di voi sentirà parlare di questo sorprendente processo probabilmente per la prima volta. È ben possibile che ne resti molto affascinato.

Perché non meno importante fu la sua scoperta nell’anno 2003. La prova biofisica che ognuno dei nostri corpi può compiere questo prodigio fu così importante da essere onorata nello stesso anno con un premio Nobel.

Nel capitolo 7 accompagniamo l’acqua attraverso il nostro corpo. Possiamo osservare l’elemento nel suo lavoro sorprendente e continuo dentro di noi come portatore di vita. Scoprirà quali quantità incredibili d’acqua scorrono ogni giorno soltanto attraverso i suoi reni. O, per chiederlo altrimenti, che cosa stima? Quanti litri d’acqua attraversano ogni giorno i suoi reni? Che importanza hanno i flussi d’acqua per il sistema epatico e linfatico? Anche queste conoscenze potrebbero sorprenderla molto.

Il capitolo 8 getta il ponte dalla teoria alla pratica. Riceverà spunti su come le cure depurative con la migliore idratazione possano essere organizzate nel modo più efficace.

Il capitolo 9 è dedicato alle domande della vita quotidiana legate all’uso di questa più nobile fra tutte le forme di idratazione.

L’ultimo capitolo riunisce tutte le conoscenze di questo libro in un chiaro punto focale e in una conclusione sorprendente. Tutte le conoscenze conducono a una parabola senza tempo del grande Paracelso.

Lei beve il «liquido più strano» del mondo

Capitolo 1

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Capitolo 1

Lei beve il «liquido più strano» del mondo

Per risvegliare in lei, fin dall’inizio di questo libro, un autentico fascino per l’elemento acqua, il modo più efficace è probabilmente farle conoscere per prima cosa alcuni dei suoi paradossi più notevoli. A livello molecolare l’elemento acqua schiude un universo pressoché sconfinato di inconcepibile piccolezza. È straordinario anche solo poter immaginare che una singola molecola d’acqua sia così piccola, così minuscola, che ne occorrerebbero oltre tre milioni allineate una dopo l’altra per coprire appena la distanza di un solo millimetro.

Se si potesse immaginare una goccia d’acqua grande quanto una capocchia di spillo, immaginarla davvero in tre dimensioni, allora questa goccia grande come una capocchia di spillo sarebbe composta da triliardi di molecole d’acqua. E tutte le molecole in movimento costante e altamente dinamico.

Tra queste molecole d’acqua agiscono forze di natura così complessa che possiamo intuirne la vera unicità solo nei livelli più profondi della fisica quantistica. La scienza definisce l’acqua, a pieno diritto, il liquido più strano del mondo. L’acqua si comporta spesso in modo del tutto contraddittorio e talvolta dà persino l’impressione di potersi sottrarre alle leggi di natura vigenti.

Gli scienziati dell’Università di Stoccolma hanno scoperto, ad esempio, che l’acqua non è un unico liquido, ma ne comprende due allo stesso tempo. Per comprenderlo meglio, questo paradosso si può descrivere come una pista da ballo su cui una sola e medesima persona danza un valzer ordinato e, nello stesso istante, un pogo del tutto caotico.

Già solo immaginare questa scena è una certa sfida. Secondo le leggi classiche della termodinamica sarebbe in realtà impossibile. Eppure, come detto, è dimostrato empiricamente. Un altro esempio della stranezza dell’acqua può verificarlo lei stesso. Metta due bicchieri d’acqua nel congelatore. Uno lo riempie di acqua fredda. L’altro lo riempie di acqua calda a circa 80 gradi. Ora la domanda. Quale dei due bicchieri, secondo lei, gelerà prima? Lo avrà certamente già indovinato. Inspiegabilmente, il bicchiere con l’acqua calda. Questo paradosso è noto come effetto Mpemba e sorprende gli specialisti ancora oggi.

E visto che ci siamo, ha mai sentito parlare dell’anomalia della densità dell’acqua? Quando la materia si raffredda, secondo le leggi della termodinamica si contrae, diventando più pesante e più compatta. L’acqua però segue questa legge solo in parte, per la precisione fino al limite di esattamente 4 gradi Celsius. È il punto in cui l’acqua raggiunge la sua massima densità molecolare.

Se la temperatura scende ulteriormente verso lo zero, si manifesta il paradosso successivo. Contro ogni logica fisica, l’acqua comincia improvvisamente a dilatarsi di nuovo e a diventare più leggera. È difficile da spiegare, eppure dobbiamo a questa ostinazione tutta la vita sul nostro pianeta.

Poiché al punto di congelamento l’acqua è più leggera dell’acqua a 4 gradi, come ghiaccio non sprofonda sul fondo di un lago, ma galleggia sulla propria superficie. Si forma così uno strato isolante sotto il quale il calore viene conservato in profondità. Senza questa anomalia della densità tutte le acque gelerebbero dal basso verso l’alto, distruggendo ogni forma di vita acquatica. Sembra quasi che l’acqua voglia proteggere consapevolmente la vita.

Anche la tensione superficiale di questo elemento è un mistero. Non solo permette agli insetti di scivolare senza fatica sulla sua superficie, ma è anche la forza motrice dell’effetto capillare. È un processo che si potrebbe definire senza esagerare il più impressionante ascensore della natura. L’acqua possiede infatti la sorprendente capacità di muoversi contro la forza di gravità.

Una sequoia alta 100 metri, ad esempio, non possiede alcuna pompa meccanica per portare i nutrienti dal suolo fino alla chioma. È l’acqua stessa che riesce in modo notevole a salire dal terreno fino alle punte più alte delle foglie. A dispetto della gravità. Si chiama coesione.

A questa forza notevole si aggiunge la capacità dell’acqua di legarsi a quasi tutte le altre sostanze. Nessun altro liquido è in grado di sciogliere in sé un numero così grande di sostanze come l’acqua. La capacità dell’acqua come solvente si basa anzitutto sulla sua proprietà di dipolo. Significa che ogni singola molecola d’acqua agisce come una minuscola calamita. Una calamita che attira altre particelle, le avvolge e ne spezza le strutture solide.

Questa proprietà dell’acqua ha però un grave rovescio. L’acqua non distingue tra minerali preziosi e sostanze tossiche nocive. Accoglie volentieri in sé anche tutte quelle sostanze che, disciolte nell’acqua potabile, possono gravare su di noi.

E non parliamo più soltanto di calcare o di tracce di cloro nell’acqua del rubinetto. Oggi parliamo di sostanze considerate eterne. Eterne perché in noi non sono più biodegradabili e restano nel nostro corpo in modo permanente.

Una campagna dei chimici cantonali condotta in tutta la Svizzera ha rivelato nel 2023 che i PFAS sono stati rilevati in quasi un campione d’acqua potabile su due. I PFAS sono quelle sostanze chimiche eterne che si accumulano nei tessuti umani e da sole non scompaiono mai più.

Le indagini dell’Osservazione nazionale delle acque sotterranee NAQUA attestano che già in un punto di misura su sette delle acque sotterranee svizzere si trovano residui di farmaci come antibiotici, antipertensivi o antiepilettici. In Germania nell’acqua del rubinetto sono stati rilevati residui di oltre 150 farmaci diversi.

Di pari passo con questo carico avanza la diffusione delle microplastiche e di residui altamente complessi dell’industria chimica e farmaceutica. Parliamo di sostanze che possono avere effetti sul nostro organismo già in minime quantità di nanogrammi.

È vero che la nostra acqua potabile è considerata a ragione uno degli alimenti più rigorosamente controllati, ma di fronte a sostanze così complesse la sorveglianza convenzionale si scontra semplicemente con limiti di sistema. Uno sguardo ai nudi numeri chiarisce l’enorme sfida. Nell’UE sono ormai registrate oltre 100.000 sostanze chimiche. Le normative come la direttiva UE sull’acqua potabile o l’ordinanza svizzera sull’acqua potabile OPPD si concentrano però, nei controlli di routine, su appena 60-80 parametri indicatori.

La notizia rassicurante è che tutti fanno del loro meglio. Ma purtroppo, per quanto questi controlli proteggano in modo affidabile dai pericoli acuti e dagli inquinanti classici, resta una lacuna decisiva. Perché le sostanze che nei controlli non vengono cercate in modo mirato non compaiono nemmeno in alcun rapporto. Neppure se fossero effettivamente presenti nell’acqua. Si trova soltanto ciò che si misura.

È evidente che i nostri impianti di depurazione non sono più all’altezza degli enormi carichi chimici della nostra società dei consumi. Solo in Svizzera oltre 100 impianti vengono attualmente potenziati con investimenti miliardari per intercettare almeno una parte dei complessi microinquinanti.

«Se da decenni la nostra benzina e il nostro diesel fossero contaminati da sostanze esotiche e inedite in modo altrettanto massiccio della nostra acqua potabile, gran parte dei nostri veicoli sarebbe ferma da tempo.»

Parallelamente i valori limite di legge per gli inquinanti vengono continuamente rinegoziati. È decisivo comprendere che tali valori limite non definiscono un optimum biologico per la sua salute. Sono piuttosto un compromesso politico e tecnico tra ciò che sarebbe auspicabile e ciò che per gli acquedotti è economicamente e tecnicamente fattibile.

Le sue cellule, però, non conoscono la sostenibilità economica. Il suo corpo deve semplicemente lavorare con ciò che gli viene offerto, indipendentemente da quanto sia davvero elevato il carico dell’acqua. Il nostro organismo trae ininterrottamente il meglio dalle risorse che gli vengono messe a disposizione. Geniale. Incredibile. Reale.

Possiamo ritenerci fortunati che la nostra biologia sia dotata di una capacità di adattamento che finora nessuna tecnica al mondo ha saputo imitare. Se da decenni la nostra benzina e il nostro diesel fossero contaminati da sostanze esotiche e inedite in modo altrettanto massiccio della nostra acqua potabile, gran parte dei nostri veicoli sarebbe ferma da tempo.

Gli strumenti della purificazione dell’acqua

Capitolo 2

Ascolta in tedesco, 15 min

Capitolo 2

Gli strumenti
della purificazione dell’acqua

«L’acqua deve essere “pura”, non ricca di nutrienti. La sua qualità non si definisce attraverso ciò che contiene, ma attraverso tutto ciò che “non” vi si trova.»

La storia della purificazione dell’acqua è strettamente legata al progresso dell’umanità. Fondamento della farmacia e cuore dell’alchimia storica, oggi è indispensabile. Né i produttori farmaceutici né i laboratori medici potrebbero svolgere il loro lavoro senza l’impiego di acqua purissima.

In farmacia l’Aqua ad injectabilia, o acqua per preparazioni iniettabili, è l’elemento controllato con il massimo rigore. Per servire da veicolo ai medicamenti deve essere del tutto priva di qualsiasi sostanza estranea. Questo standard supremo nasce dalla consapevolezza che soltanto un mezzo assolutamente puro possiede la forza di trasportare i principi attivi senza alterarli e di avviare i processi di guarigione. Nessun laboratorio al mondo, nessun produttore farmaceutico e nessuna struttura medica potrebbe esistere senza quest’acqua purissima.

«La pioggia, in alto tra le nuvole, è acqua distillata.»

Cominciamo il nostro confronto direttamente dalla natura stessa. Fin dall’inizio dei tempi essa applica alla purificazione dell’acqua proprio quel principio che in tecnologia consideriamo la disciplina regina, ossia il cambiamento di fase. Quando l’energia solare riscalda i nostri fiumi, laghi e mari, l’acqua sale nell’atmosfera in forma gassosa come vapore puro. Dolcemente si lascia alle spalle tutti i sali, i sedimenti e il carico materiale della terra. Questo momento di distacco rappresenta la separazione definitiva. L’acqua sale sempre più in alto, forma nuvole e infine pioggia. Pochissimi sanno che la pioggia, in alto tra le nuvole, non è dapprima altro che pura acqua distillata.

Poiché quest’acqua, esattamente come ogni acqua purissima ottenuta per via tecnica, è estremamente ricettiva come solvente universale e addirittura «affamata», la goccia di pioggia pura, nella sua caduta verso terra, assorbe inevitabilmente dall’aria gas, particelle di polvere e inquinanti industriali. Quando questa pioggia già contaminata raggiunge infine il suolo e filtra attraverso i diversi strati del terreno, si satura ulteriormente di carichi organici e inorganici. Così ritorna infine nel nostro ciclo vitale come acqua fortemente satura di sostanze.

I nostri acquedotti compiono un lavoro notevole. I loro impianti sono concepiti per fornire quantità d’acqua gigantesche a milioni di economie domestiche, dall’uso industriale fino al comune sciacquone. Si impegnano a depurare al meglio l’acqua gravata, filtrano meccanicamente le sostanze grossolane, regolano chimicamente il pH e neutralizzano i pericoli microbiologici.

Ma una purificazione molecolare al livello dell’acqua ultrapura, quale sarebbe necessaria per un’idratazione ottimale, è in queste condizioni semplicemente impossibile sul piano economico e tecnico. A ciò si aggiunge il problema del cosiddetto ultimo miglio. Perché anche quando l’acqua lascia l’impianto in uno stato controllato, deve spesso scorrere per chilometri attraverso un’infrastruttura che invecchia. Lungo questo percorso, attraverso tubazioni arrugginite e condotte in parte fatiscenti, raccoglie di nuovo residui che non compaiono in alcun rapporto ufficiale e che alla fine finiscono direttamente nel suo bicchiere.

Poiché probabilmente anche lei è già consapevole di tutti questi nessi, forse purifica già oggi la sua acqua. Proprio per questo credo che questo libro possa avere per lei un valore particolare. Vi scoprirà da un lato che cosa significhi davvero, nella sua profondità, la purificazione dell’acqua, e dall’altro quali profondi cambiamenti il piacere di un’acqua purissima possa schiudere al nostro organismo.

Un’unità di misura uniforme

Sempre più persone purificano oggi da sé la propria acqua potabile. Questa tendenza si riflette in un mercato crescente di sistemi per il trattamento dell’acqua, continuamente arricchito da innovazioni. L’offerta va dai semplici filtri a carbone attivo del supermercato fino a impianti di osmosi inversa tecnologicamente esigenti e costosi.

Chi comincia a trattare la propria acqua dovrebbe dapprima familiarizzare con i fondamenti essenziali. In questo contesto si pone la domanda importante «Con quali metodi si può determinare in modo affidabile il grado di purezza di un’acqua?»

Per determinare la purezza dell’acqua la scienza si serve di due procedimenti, «TDS e TOC». Il più diffuso dei due è l’analisi dell’acqua tramite TDS, che sta per Total Dissolved Solids. Il suo valore viene rilevato in parti per milione e abbreviato di solito con «ppm». Un limite marcato di questo metodo consiste nel fatto che può rilevare esclusivamente le sostanze elettricamente conduttive presenti nell’acqua. Tutte le altre sostanze prive di questa conducibilità restano per questa analisi «del tutto mute».

Per rendere visibili anche questi passeggeri muti è stato sviluppato un secondo procedimento, il TOC. La sigla sta per Total Organic Carbon e fornisce informazioni dettagliate sul carico di sostanze come pesticidi, residui di farmaci o solventi. Con questo metodo si possono misurare persino le sfumature più sottili delle diverse sostanze con la precisione di un microgrammo. Questa analisi rappresenta la forma più approfondita di esame dell’acqua. Solo la somma dei due metodi offre un quadro completo e onesto del reale grado di purezza dell’acqua potabile.

A questo punto va però menzionato un aspetto importante. I sistemi di analisi per la precisione di misura tramite TOC costano spesso quanto un’intera casa unifamiliare e richiedono inoltre personale altamente qualificato e un’infrastruttura complessa. Per gli utenti privati ciò significa in pratica che un controllo rapido, semplice e al tempo stesso accessibile della propria acqua potabile su sostanze come il glifosato o gli ormoni non è di fatto possibile.

Per chiarire i campi d’impiego specifici dei procedimenti di misura, l’elenco seguente mostra le sostanze che possono essere rilevate congiuntamente dalle misurazioni TDS e TOC. Si distingue direttamente tra sostanze innocue e sostanze preoccupanti per la salute.

TABELLA: sostanze TDS e TOC nell’acqua potabile

Quattro elenchi separati delle sostanze rilevate dalle misurazioni TDS e TOC, ciascuno suddiviso tra preoccupanti e innocue per la salute
TDS Preoccupante TDS Innocuo TOC Preoccupante TOC Innocuo
Arsenico (As)BicarbonatiFarmaciSostanze umiche
PiomboCalcioBatteriComposti zuc­cherini
CadmioCloruriBenzene (VOC)
CalcareOroGlifosato
Fluoruro di sodioPotassioOrmoni
NitratiMagnesioMicroplastiche
MercurioSodioPesticidi
ArgentoPFOS (PFAS)
SolfatiVirus
Fonti
  • USAV, Verordnung des EDI über Trinkwasser TBDV (SR 817.022.11), ordinanza svizzera sull’acqua potabile OPPD
  • UFAM, Nationale Grundwasserbeobachtung NAQUA, Osservazione nazionale delle acque sotterranee
  • UBA, Trinkwasserverordnung 2023, ordinanza tedesca sull’acqua potabile
  • BMASGPK, Trinkwasserverordnung, ordinanza austriaca sull’acqua potabile
  • OMS, Guidelines for Drinking-water Quality, 4a edizione con aggiornamenti, Ginevra 2022

L’elenco seguente mette a confronto i valori medi di carico dell’acqua del rubinetto in diversi Paesi e città.

TABELLA: carico regionale TDS e TOC

Valori medi di carico dell’acqua del rubinetto a confronto regionale
Regione TOC ppm TDS ppm Totale ppm
Austria0,19280280
Svizzera0,22320320
Germania0,24410410
Media UE0,30520520
Los Angeles0,45640640
Pechino0,73710710
New Delhi0,97980980
Fonti
  • UFAM, Nationale Grundwasserbeobachtung NAQUA, Osservazione nazionale delle acque sotterranee
  • UBA, Trinkwasserverordnung 2023, ordinanza tedesca sull’acqua potabile
  • BMASGPK, Trinkwasserverordnung, ordinanza austriaca sull’acqua potabile
  • OMS, Guidelines for Drinking-water Quality, 4a edizione con aggiornamenti, Ginevra 2022

In questo elenco colpisce che il valore TOC rappresenti, rispetto al valore TDS, soltanto una «minuscola frazione». Qui è essenziale conoscere una nozione biologica del tutto fondamentale. Dice «La quantità di una sostanza non dice nulla del suo effetto.»

Questo principio diventa ancora più comprensibile se si confrontano tra loro sostanze nel nostro corpo. Il nostro organismo, per esempio, sa gestire abbastanza bene quantità maggiori di calcare inorganico o di magnesio. D’altra parte l’intero nostro sistema corporeo reagisce ad alcune sostanze in modo incomparabilmente più forte. Basti pensare all’effetto enorme che una molecola di LSD può avere sull’intero sistema di corpo, mente e anima.

Va saputo che noi esseri umani possiamo reagire già a sostanze presenti soltanto in minime quantità di nanogrammi. Ormoni, farmaci, molecole artificiali e pesticidi possono agire già in queste quantità minuscole, appena misurabili, ma potenti.

Nel settore del trattamento dell’acqua questo nesso spesso non è abbastanza noto. Vi prevale perciò di frequente la convinzione errata che un basso valore TDS di particelle disciolte garantisca da solo, automaticamente, una purezza dell’acqua elevata o massima. Purtroppo non è così. Le sostanze più potenti nella nostra acqua potabile non sono affatto misurabili per il 99,9 % di tutte le persone che purificano la propria acqua.

Cinque tecniche e tre principi della purificazione dell’acqua e il loro grado più alto di nobilitazione

I principi con cui purificare l’acqua, Luce - Filtro - Cambiamento di fase - Nobilitazione

La scelta di un metodo di purificazione dell’acqua dipende dal tipo di carico dell’acqua e dal grado di purezza e dallo scopo perseguiti. I procedimenti si possono suddividere in approcci di purificazione fisici, chimici e biologici.

Mentre i metodi fisici trattengono meccanicamente le particelle, i procedimenti chimici mirano a legare le sostanze disciolte per adsorbimento, come avviene per esempio con l’uso del carbone attivo. Gli approcci biologici si concentrano invece sulla neutralizzazione di microrganismi come batteri e virus mediante una luce del tutto particolare. Il più efficace e potente di tutti i metodi sfrutta però il cambiamento di fase molecolare dell’acqua. È la forma più naturale ed efficiente di purificazione dell’acqua, la distillazione.

Per comprendere l’acqua in tutta la sua profondità e potenza, esistono forme di purificazione che vanno ben oltre la semplice purificazione materiale. Grandi maestri come Paracelso parlavano dell’«Aqua Mercurii», quel prezioso elisir che divenne la base dei suoi rimedi. Gli hanno assicurato fino a oggi un posto tra i più grandi medici della storia.

Una purificazione alchemica dell’acqua aspira a ricondurre l’intera essenza dell’acqua alla sua forma più pura, alla sua vitalità e forza di movimento più originarie. Paracelso parlava della purificazione del corpo, dello spirito e dell’anima dell’acqua, per separare radicalmente dall’acqua tutto ciò che è impuro su ogni livello. I grandi maestri dell’alchimia, tra cui anche Paracelso, dicevano «Nella più alta purezza dell’acqua la sua forza di accoglienza e la sua forza vitale sono più potenti.»

Ma prima di immergerci più a fondo nella materia dell’acqua, confrontiamo tra loro le cinque tecniche di purificazione dell’acqua.

1. Sterilizzazione UV-C

Volgendo lo sguardo al campo della disinfezione, incontriamo la tecnologia UV-C. Questo metodo altamente efficace sterilizza con una radiazione luminosa a 254 nm il DNA di tutti i microrganismi e li rende così «innocui». È la forma più compiuta di sterilizzazione. Ma proprio qui si trova già il limite di questa tecnologia. Poiché non rimuove alcuna materia dall’acqua, tutte le contaminazioni chimiche e materiali restano al cento per cento nell’acqua. Il risultato è sì un’acqua microbiologicamente «morta», ma in nessun modo un mezzo materialmente «puro». Gli inquinanti inorganici che gravano sul nostro organismo attraversano indisturbati la luce e arrivano nel nostro bicchiere.

2. Scambiatori di ioni

Analogamente avviene con gli scambiatori di ioni, spesso considerati a torto sistemi di purificazione. In verità si tratta soltanto di una ridistribuzione materiale. Il sistema scambia i minerali della durezza come calcio e magnesio con ioni di sodio. Per la sua macchina del caffè questa protezione dal calcare può essere una benedizione, ma per il suo corpo il carico materiale complessivo resta identico. L’acqua viene soltanto rietichettata, ma in nessun modo liberata dal suo carico.

3. Filtri a carbone attivo

Uno standard molto diffuso è il carbone attivo. Agisce per adsorbimento come una spugna magnetica ed è eccellente per legare cloro, pesticidi e gas organici. Il segreto della sua efficacia risiede nella gigantesca superficie interna. Un solo cucchiaino di carbone attivo di alta qualità possiede la superficie di un intero campo da calcio. Ma i carichi inorganici come calcare, nitrati o metalli pesanti attraversano questa barriera quasi senza ostacoli. Il carbone attivo è uno specialista della superficie, ma capitola davanti alla profondità della saturazione chimica.

Un rischio spesso sottovalutato di questo procedimento è il cosiddetto pericolo di sfondamento. Quando la capacità del carbone è esaurita, può restituire all’acqua di colpo gli inquinanti prima legati. Inoltre, nei periodi di inattività prolungata, la struttura porosa offre un terreno di coltura ideale per i batteri. Senza un’ulteriore barriera il filtro a carbone attivo resta perciò soltanto un elemento di una strategia di purificazione complessiva, ma mai una soluzione completa per una vera purezza.

4. Osmosi inversa

La forma tecnicamente più esigente di filtrazione è l’osmosi inversa, in cui l’acqua viene spinta ad alta pressione attraverso una membrana semipermeabile. Le sue prestazioni sono impressionanti, perché i pori di queste membrane sono così fini da lasciar passare, in teoria, soltanto le molecole d’acqua. Nonostante la sua elevata efficienza resta però una figlia della filtrazione a pressione, con tutti i suoi limiti intrinseci.

Oltre al rischio latente di contaminazione microbica direttamente sulla membrana, il temuto biofilm, esiste sempre il pericolo del cosiddetto effetto di polarizzazione della concentrazione. Gli inquinanti si accumulano davanti alla membrana in una densità così alta che i più piccoli composti molecolari riescono infine a superare comunque la resistenza meccanica. Soprattutto le impurità gassose o le sostanze a basso peso molecolare, come certi residui di pesticidi, scivolano spesso indisturbate attraverso questa rete. L’osmosi inversa è senza dubbio una maestra della filtrazione, ma non è assolutamente sicura contro i più sottili intrusi del mondo chimico.

5. Distillazione

Al vertice di tutti i procedimenti di purificazione sta un principio che rompe radicalmente con il concetto del setacciare e del filtrare, cioè la distillazione. È l’unico metodo che impone una vera separazione attraverso un «cambiamento di fase molecolare». Portando l’acqua a ebollizione con il calore e facendola passare allo stato gassoso, si crea un confine fisico insuperabile per tutto ciò che è materiale. Soltanto le molecole d’acqua pura salgono come vapore e tutta la gravosa storia materiale resta nella caldaia come concentrato.

Questo procedimento imita esattamente l’eterno ciclo della natura. Come nella formazione delle nuvole, l’acqua viene liberata dal suo carico terreno. Mentre i filtri meccanici cercano soltanto di trattenere le sostanze estranee, nella distillazione è l’acqua stessa a lasciarle indietro. Metalli pesanti, residui di farmaci, nitrati e persino virus hanno un punto di ebollizione molto più alto dell’acqua e non hanno quindi fisicamente alcuna possibilità di passare allo stato di vapore. Il risultato è un condensato purissimo che nella sua libertà materiale somiglia alla pioggia originaria nell’atmosfera.

«Un sistema filtrante, che sia a carbone attivo o a osmosi inversa, è sempre un mezzo “passivo”.»

La distillazione, al contrario, è un processo «attivo». Con il suo potente calore è l’unica forma di purificazione dell’acqua che interviene direttamente nella sfera molecolare dell’acqua. Nell’istante decisivo del potente cambiamento di fase tutte le molecole d’acqua si liberano dal loro carico materiale e si lasciano alle spalle tutto il loro passato materiale.

La filtrazione, per quanto pregiato sia il setaccio della membrana, significa inevitabilmente che il sistema si sporca un po’ di più a ogni litro d’acqua filtrato. Un filtro è logicamente più efficace il primo giorno, ma da quel momento perde continuamente prestazioni e diventa a poco a poco sempre più un «bacino di raccolta» proprio di quei carichi che dovrebbe eliminare. Con una manutenzione insufficiente ciò può portare persino a una pericolosa ricontaminazione batterica dell’acqua. Quando un filtro raggiunge il suo limite di saturazione e non viene sostituito, può accadere che il sistema restituisca di colpo all’acqua gli inquinanti raccolti per settimane.

Una distillazione, invece, resta a ogni passaggio efficiente come il primo giorno. Qui non va mai sostituito nulla, perché le leggi della termodinamica non sono soggette a usura. La selettività tra vapore puro e concentrato gravato resta sempre identica. Inoltre il calore del processo agisce come una naturale autoclavazione dell’intero sistema.

Il confronto definitivo

Il seguente confronto in tabella mette i procedimenti illustrati direttamente l’uno accanto all’altro. L’analisi chiarisce il ruolo particolare della distillazione, che grazie alla sua coerente azione depurativa costituisce il punto di riferimento decisivo e al tempo stesso il metro tecnologico dell’intero confronto.

Trattenimento di trenta sostanze in cinque procedimenti di purificazione a confronto
Sostanza Preoccupante
Innocuo
Carbone attivo Scambiatore di ioni UV-C Osmosi inversa Distillazione
Acaricidi~ 60 %00~ 90,0 %~ 99,9 %
Tossine algali~ 60 %00~ 85,0 %~ 99,9 %
Alluminio0~ 70 %0~ 93,0 %~ 99,9 %
Antimonio0~ 60 %0~ 85,0 %~ 99,9 %
Arsenico0~ 50 %0~ 85,0 %~ 99,9 %
Residui di farmaci~ 70 %00~ 90,0 %~ 99,9 %
Fibre di amianto~ 50 %00> 94,0 %~ 99,9 %
Batteri00~ 99,9 %~ 93,0 %~ 99,9 %
Bario0~ 80 %0~ 90,0 %~ 99,9 %
Piombo~ 20 %~ 90 %0~ 93,0 %~ 99,9 %
Cadmio0~ 80 %0~ 93,0 %~ 99,9 %
Cloro~ 90 %00~ 85,0 %~ 99,9 %
Cromo0~ 70 %0~ 85,0 %~ 99,9 %
Diossine~ 80 %00~ 90,0 %~ 99,9 %
Fluoruro0~ 40 %0~ 85,0 %~ 99,9 %
Fungicidi~ 70 %00~ 90,0 %~ 99,9 %
Glifosato~ 70 %00~ 93,0 %~ 99,9 %
Ormoni~ 70 %00~ 90,0 %~ 99,9 %
Insetticidi~ 70 %00~ 90,0 %~ 99,9 %
Rame~ 20 %~ 90 %0~ 93,0 %~ 99,9 %
Manganese0~ 80 %0~ 90,0 %~ 99,9 %
Microplastiche~ 30 %00> 94,0 %~ 99,9 %
Nitrato0~ 50 %0~ 80,0 %~ 99,9 %
Nichel~ 20 %~ 80 %0~ 93,0 %~ 99,9 %
PFAS~ 40 %00~ 85,0 %~ 99,9 %
Pesticidi~ 70 %00~ 90,0 %~ 99,9 %
Mercurio~ 40 %~ 60 %0~ 90,0 %~ 99,9 %
VOCs~ 70 %00~ 40,0 %~ 90 %
Virus00~ 99,9 %~ 90,0 %~ 99,9 %
Uranio0~ 70 %0~ 90,0 %~ 99,9 %
Usuramolto altamolto altamediaaltanessuna
Ricontaminazionealtaaltabassaaltanessuna
Onere di pu­liziaaltaaltamediaaltabassa
Rumorositàimpercettibileimpercettibileimpercettibileimpercettibileappena
udibile
Costi d’acquistobassabassabassaaltaalta
Usosemplicesemplicepericolososemplicesemplice
Fonti
  • USAV, Anerkannte Aufbereitungsverfahren für Trinkwasser, procedimenti di trattamento riconosciuti per l’acqua potabile
  • UBA, Liste zulässiger Aufbereitungsstoffe und Desinfektionsverfahren gemäss § 20 Trinkwasserverordnung, elenco delle sostanze di trattamento e dei procedimenti di disinfezione ammessi
  • AGES, Ionentauscher und Filtermedien zur nicht ortsfesten Wasseraufbereitung, Schwerpunktaktion A-034-24, Vienna 2025
  • OMS, Guidelines for Drinking-water Quality, 4a edizione con aggiornamenti, Ginevra 2022
  • OMS, Good manufacturing practices, water for pharmaceutical use, Technical Report Series 1033, Annex 3, Ginevra 2021

L’eredità dell’alchimia, la distillazione

Capitolo 3

Ascolta in tedesco, 10 min

Capitolo 3

L’eredità dell’alchimia, la distillazione

«Solve et Coagula», separa e unisci.

Fu Paracelso a dire «Solve et Coagula», che significa separa e unisci. Questa nota massima alchemica trova nella distillazione il suo compiuto corrispettivo fisico. È l’unico procedimento che separa radicalmente l’acqua dal suo carico materiale per poi unirla di nuovo in uno stato di purezza perfetta. Il segreto della distillazione risiede nel cambiamento di fase molecolare.

Si intende il passaggio dallo stato liquido a quello gassoso al raggiungimento del punto di ebollizione a 100 gradi. Nell’istante dell’evaporazione le molecole d’acqua compiono la separazione più radicale dagli inquinanti. Il carico che nello stato liquido era ancora così fortemente legato all’acqua si scioglie di colpo. Come vapore puro le molecole d’acqua salgono, condensano nel sistema di raffreddamento e diventano infine gocce purissime che cadono una dopo l’altra nel vetro di raccolta.

Tutti i residui restano come concentrato lattiginoso e torbido nel recipiente di evaporazione. La massima maestria nella distillazione dell’acqua si raggiunge con la distillazione in vetro. La distillazione in vetro rappresenta la classe regina del trattamento dell’acqua. La distillazione in vetro è la simbiosi compiuta di precisione tecnica e attenzione umana. Sviluppato in origine come strumento dell’alchimia, questo sistema si trova di solito nei laboratori, dove è condotto da personale specializzato.

Non tutti sono in grado di purificare l’acqua con una distillazione in vetro. Chi sceglie questa via di purificazione dell’acqua ha bisogno di più della sola attrezzatura tecnica. Un futuro distillatore ha bisogno di tempo per formarsi e di una profonda comprensione dell’elemento. L’impiego di una distillazione in vetro pone esigenze elevate al carattere di chi la utilizza. La distillazione in vetro non è per tutti. Un distillatore ha pazienza, scrupolo e una dedizione chiara e consapevole all’elemento acqua.

Può sembrare elitario, eppure proprio in questa esigenza verso chi la utilizza si rivela l’estetica nascosta di questo benefico metodo di purificazione dell’acqua. Il distillatore è la parte più importante di questo che è il più alto fra tutti i processi di nobilitazione dell’acqua. Inoltre la distillazione in vetro è l’unico modo per seguire con i propri occhi, direttamente e dal vivo, il magico e affascinante cambiamento di fase dell’acqua. Nobilitare l’acqua con una distillazione in vetro è un processo contemplativo, un processo che appare quasi magico.

Con fascino si può osservare come avviene la più potente di tutte le purificazioni dell’acqua. Dolcemente l’acqua comincia a bollire nel pallone di vetro. Invisibile, il vapore puro sale. Nel refrigerante di vetro l’acqua condensa e torna dallo stato di vapore a quello liquido. Finché infine, goccia dopo goccia, l’acqua purificata si raccoglie nel vetro di raccolta come essenza purissima. Che dono per l’umanità! Chi apprende l’arte della distillazione con il vetro, l’arte della più alta purificazione dell’acqua, apprende al tempo stesso la forma più nobile e insuperabile di trattamento dell’acqua, la distillazione multipla.

L’arte della distillazione multipla

Quando i filtri convenzionali, anche i più pregiati, raggiungono i loro limiti con sostanze estremamente persistenti, la distillazione multipla, ossia il cambiamento di fase ripetuto, consente un aumento quasi illimitato della purezza dell’acqua. Si può immaginare una distillazione multipla come una serie di setacci sempre più fini, in cui ogni setaccio chiude i minuscoli varchi del setaccio precedente. Dal punto di vista scientifico, la selettività aumenta in modo esponenziale a ogni singolo passaggio.

Una distillazione semplice trattiene già il 99 per cento di tutti gli inquinanti. Nell’acqua resta soltanto un minuscolo uno per cento. Se poi si fa passare quest’acqua già purissima una seconda volta attraverso il cambiamento di fase molecolare della distillazione, la purificazione agisce di nuovo, con la stessa incorruttibile efficienza, e riduce questo uno per cento residuo a sua volta del 99% del suo valore. Poi, a ogni ulteriore passaggio, questo effetto depurativo si moltiplica matematicamente, cosicché la concentrazione delle sostanze estranee non solo diminuisce, ma letteralmente crolla su sé stessa.

Solo in questo modo, con la distillazione multipla, si possono isolare strato dopo strato persino le sostanze chimiche eterne più resistenti e lasciarle nell’evaporatore. Ciò che alla fine di questo affascinante processo finisce nel vetro di raccolta è un’acqua di una brillantezza e di una purezza che si collocano del tutto al di là delle scale di misura convenzionali. Questa purezza segna l’assoluto standard aureo della nobilitazione dell’acqua. Acqua ultrapura. Assolutamente libera da qualsiasi sostanza estranea. Ciò che oggi nei laboratori moderni vale come vertice tecnico della purezza costituiva però già secoli fa il fondamento dell’alchimia.

I maestri dell’alchimia intendevano tuttavia la distillazione multipla come molto più di una semplice pulizia meccanicamente più intensa. Il loro obiettivo era potenziare al massimo l’acqua sul piano energetico attraverso la ripetizione costante delle fasi di purificazione e innalzarla a un livello di qualità del tutto nuovo. Paracelso, ad esempio, il celebre medico e alchimista, vedeva in una distillazione multipla molto più di una purificazione materiale. Paracelso parlava di una distillazione ripetuta nove volte.

Secondo la tesi di Paracelso, con una distillazione ripetuta nove volte l’acqua perde la sua pesantezza materiale grossolana e a ogni passaggio cresce costantemente nella sua capacità di accogliere segnature curative. Paracelso diceva che lo spirito dell’acqua verrebbe liberato dalla sua inerzia materiale e solo allora, e solo così, reso davvero utilizzabile. Le prime tre distillazioni servono a purificare il corpo dell’acqua. Le seconde tre purificazioni libererebbero lo spirito dell’acqua.

Le terze tre distillazioni, infine, mettono a nudo l’anima dell’acqua. E dopo tutti e nove i passaggi l’acqua sarebbe finalmente del tutto risvegliata nella sua forza interiore. E solo ora l’acqua sarebbe purificata da tutte le scorie terrene, spirituali ed energetiche. L’acqua è ora trasformata nell’essenza dell’essenza, nella leggendaria Materia Prima. Deve sapere che per Paracelso questa Materia Prima costituiva la base di tutti i suoi rimedi ed elisir, per il cui effetto curativo egli raggiunse una fama mondiale ben oltre i confini del suo tempo.

Paracelso disse «E tutto devi farlo tu stesso». Questo credo dell’alchimia non ha perso nulla del suo significato fino a oggi. E la validità di questo credo alchemico si mostra con la massima chiarezza nella ricerca di una risposta alla semplice domanda su dove si possa effettivamente acquistare acqua distillata potabile. Chi si mette alla ricerca di una simile fonte constaterà presto che si tratta di un’impresa quasi disperata. La presunta acqua distillata del negozio di bricolage o del distributore di benzina non ha assolutamente nulla in comune, a parte il nome fuorviante, con il distillato puro di cui tratta questo libro.

Molti sperano di trovare ciò che cercano nel negozio di prodotti naturali, in farmacia o nel supermercato bio. Ma la realtà è deludente, perché di fatto non esistono fornitori che offrano ufficialmente acqua distillata come alimento. Questa circostanza ha però ragioni molto comprensibili. Poiché il timore ostinato della presunta pericolosità dell’acqua distillata è ancora diffuso in ampie fasce della popolazione, una domanda apprezzabile verrebbe soffocata sul nascere. Inoltre la produzione e la logistica di un prodotto così delicato sarebbero talmente onerose che il prezzo di vendita dovrebbe risultare esorbitante. L’unica fonte sicura di acqua distillata di prima qualità è e resta la produzione propria.

Dopo tutti questi confronti lasciamo ora alle spalle le considerazioni tecniche e ci dedichiamo al vero cuore di questo libro. La domanda, qual è l’idratazione perfetta per l’essere umano? Chi però dichiara apertamente di bere acqua distillata si trova di solito di fronte a un profondo sgomento e a un’incredulità quasi riflessa. Perché si verifichino tali reazioni e quali pregiudizi profondamente radicati si celino dietro questo muro di rifiuto lo esploriamo nel prossimo capitolo.

Un muro di ignoranza e di pregiudizi

Capitolo 4

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Capitolo 4

Un muro di ignoranza e di pregiudizi

Sembra paradossale che in un’epoca in cui mettiamo in discussione ogni ingrediente del nostro cibo regni una diffidenza collettiva verso l’acqua più pura di tutte.

L’acqua è nutrimento

Sembra paradossale che in un’epoca in cui mettiamo in discussione ogni ingrediente del nostro cibo regni una diffidenza collettiva verso l’acqua più pura di tutte. Quando le conversazioni sfioravano il tema di tutto ciò che può accadere nel corpo bevendo acqua distillata, sembrava spesso che l’argomento scatenasse una vera ondata di pregiudizi e di rifiuto. La più grande convinzione errata è che l’acqua sia nutrimento.

Il corpo umano non è una cava di pietra. Ha bisogno di «forza vitale» organica anziché di un «carico» inorganico.

Uno dei dogmi più ostinati nel campo dell’alimentazione è l’idea che dovremmo coprire il nostro fabbisogno di minerali attraverso l’acqua potabile. Dal punto di vista fisiologico questa ipotesi è però un errore fondamentale. Per comprendere correttamente il ruolo dei minerali nell’acqua dobbiamo distinguere tra due forme di materia fondamentalmente diverse, cioè tra sali minerali inorganici e organici. Il corpo umano non è una cava di pietra.

Ha bisogno di forza vitale organica anziché di un carico inorganico. Il corpo umano è programmato per trarre i suoi minerali dal cibo, mentre riconosce l’acqua anzitutto come mezzo solvente e depurativo. Se però attraverso l’acqua gli vengono apportate grandi quantità di sostanze inorganiche, per il sistema ciò significa prima di tutto un lavoro di regolazione supplementare. Gli esseri umani, dal punto di vista biologico, sono eterotrofi. Significa che dipendiamo dal trarre energia e nutrienti soprattutto da composti organici.

L’idratazione perfetta per il corpo significa fornirgli un mezzo «assolutamente vuoto».

La pianta, invece, è autotrofa. Significa che una pianta possiede la capacità quasi magica della fotosintesi. Ciò si inserisce nel processo alchemico della trasmutazione. Come dal bruco nasce la farfalla, così la pianta compie questa fantastica trasformazione dei minerali da una forma morta a una forma viva. Perché solo ora i minerali sono inseriti in complesse catene molecolari e biodisponibili per le nostre cellule. Se le serve magnesio per i muscoli o calcio per le ossa, una mela, una manciata di noci o della verdura a foglia verde sono una fonte molto più efficiente di qualsiasi litro di acqua minerale.

L’acqua distillata è morta!

A questo proposito ci sono ancora alcuni dettagli sorprendenti nella prossima tabella. L’idratazione perfetta per il corpo significa fornirgli un mezzo assolutamente vuoto. Un’altra convinzione errata è che l’acqua distillata sia morta. L’idea che l’acqua distillata sia morta deriva anzitutto dal fatto che è priva di sostanze inorganiche e organiche. Molte persone considerano erroneamente queste sostanze disciolte indispensabili per il loro bilancio minerale. Ne deriva la convinzione che la distillazione abbia sottratto all’acqua la sua vitalità.

In realtà, storicamente, il contenuto minerale dell’acqua potabile era rilevante solo in tempi di carestie estreme. Quando non c’era quasi cibo solido a disposizione, ogni milligrammo di minerali disciolti nell’acqua serviva da stampella indispensabile per la sopravvivenza. Nel presente, però, questa situazione è cambiata radicalmente. Grazie alla nostra moderna offerta alimentare copriamo da tempo il nostro fabbisogno di sostanze vitali con gli alimenti solidi. La tabella seguente conferma questa conoscenza in modo impressionante.

Dose giornaliera raccomandata di dieci minerali essenziali, il loro valore medio nell’acqua del rubinetto e la quantità d’acqua che ne risulta necessaria
Minerale dose giornaliera raccomandata valori medi nell’acqua del rubinetto quantità d’acqua necessaria
Calcio (Ca)1.000 mg20 – 100 mg/L10 – 50 litri
Magnesio (Mg)300 – 400 mg5 – 20 mg/L15 – 80 litri
Sodio (Na)1.500 mg5 – 20 mg/L75 – 300 litri
Cloruro (Cl)2.300 mg5 – 30 mg/L75 – 460 litri
Potassio (K)2.000 – 4.000 mg1 – 5 mg/L400 – 2.000 litri
Zinco (Zn)7 – 10 mgappena rilevabile> 2.000 litri
Ferro (Fe)10 – 15 mg< 0,1 mg/L> 100 litri
Fosforo (P)700 mg< 1 mg/L> 700 litri
Selenio (Se)55 µgappena rilevabile> 2.000 litri
Iodio (I)150 µgappena rilevabile> 2.000 litri
Fonti
  • USAV, Trinkwasser in der Schweiz (Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria, acqua potabile in Svizzera)
  • UBA, Trinkwasserverordnung 2023, ordinanza tedesca sull’acqua potabile
  • BMASGPK, Trinkwasserverordnung, ordinanza austriaca sull’acqua potabile
  • OMS e FAO, Vitamin and mineral requirements in human nutrition, 2a edizione, Ginevra 2004

A sinistra mostra il fabbisogno giornaliero di minerali essenziali ufficialmente raccomandato per un adulto medio. A queste raccomandazioni si contrappongono i valori medi delle quantità mediamente disciolte nell’acqua del rubinetto della regione DACH (Germania, Austria e Svizzera). La quantità d’acqua necessaria, all’estrema destra della tabella, rende evidente quanto poco il mezzo acqua contribuisca all’effettivo apporto di nutrienti. Osserviamo alcune cifre concrete.

Per un apporto sufficiente di calcio la dose giornaliera raccomandata è di 1000 mg. Poiché nell’acqua del rubinetto sono disciolti in media solo da 20 a 100 mg per litro, un adulto dovrebbe bere ogni giorno da 10 a 50 litri d’acqua per coprire questo fabbisogno soltanto con l’acqua potabile. Per il magnesio la situazione è simile. Con un fabbisogno giornaliero di 300-400 mg dovremmo bere ogni giorno da 15 a 80 litri. Il rapporto diventa ancora più estremo per gli oligoelementi essenziali. Per la dose giornaliera di 7-10 milligrammi di zinco o di 55 microgrammi di selenio, le quantità nell’acqua del rubinetto sono così ridotte da essere appena rilevabili.

La tabella più sorprendente

Botti di legno con le provviste di «acqua potabile»

Per coprire il fabbisogno soltanto con l’acqua sarebbe teoricamente necessaria in ciascun caso una quantità utopica di ben oltre 2000 litri al giorno. Immagino che queste cifre la sorprendano. A me non è andata diversamente quando ho compilato questo confronto. I risultati mostrano in modo inequivocabile che l’acqua potabile in Europa centrale non è una fonte significativa per coprire il nostro fabbisogno quotidiano di minerali. Poiché assumiamo i nostri minerali essenziali quasi interamente attraverso il cibo solido, bere acqua distillata non può causare carenze degne di nota.

L’acqua distillata può «ucciderti»

Questi fatti pongono la destinazione concreta della nostra acqua potabile in una luce del tutto nuova. L’acqua non serve come fornitrice rilevante di nutrienti, ma funge anzitutto da nostro mezzo universale di dissoluzione e di trasporto. L’acqua distillata può ucciderti. Immagini l’anno 1492. Un tempo in cui l’America non era ancora stata scoperta. La fiera flotta di Cristoforo Colombo naviga con le navi Pinta, Niña e Santa Maria verso terre sconosciute. Spinti soltanto dal proposito di raggiungere l’India per mare, navigavano verso l’ignoto assoluto.

La flotta di Colombo salpò giovedì 6 settembre 1492, nel corso della mattinata, dal porto di San Sebastián a La Gomera. L’equipaggio contava 90 uomini. 26 di loro servivano sulla Pinta e 24 sulla Niña. 40 uomini erano a bordo dell’ammiraglia Santa Maria. Ci vollero 36 giorni di Atlantico aperto prima che tutte le navi raggiungessero infine, venerdì 12 ottobre 1492, un’isola delle odierne Bahamas. Per profonda gratitudine Colombo diede a questa nuova terra il nome di San Salvador.

Tradotto significa Santo Salvatore. Scelse questo nome di proposito, perché quest’isola fu l’ultima salvezza per il suo equipaggio del tutto stremato, benché tutti gli uomini dell’equipaggio originario raggiungessero sani e salvi la terra nuova e sconosciuta. Durante la traversata l’equipaggio lavorava sotto il sole cocente, mentre altri faticavano all’ombra sottocoperta nel caldo umido dell’Atlantico. In condizioni così estreme un uomo ha certamente bisogno di tre litri di acqua potabile al giorno per la sua idratazione.

Ma il nostro corpo non è una capsula di Petri.

Per l’intera flotta ciò comporta un fabbisogno di 270 litri di acqua potabile per ogni singolo giorno in alto mare. Riferito all’intera traversata, questo calcolo porta a una somma enorme di provviste d’acqua necessarie. Nella pianificazione ciò avrebbe però presupposto che Colombo sapesse che la meta sarebbe stata raggiunta esattamente dopo 32 giorni. Ma Colombo non sapeva quanto sarebbe durato il suo viaggio. Forse 36 giorni, forse 90. Forse l’intero equipaggio non avrebbe mai più visto terra.

Forse sarebbero rimasti in mare. Se Colombo avesse pianificato per esempio 90 giorni, il fabbisogno di acqua potabile della flotta avrebbe già superato i 27.000 litri. Significa 100 botti. Nel dettaglio significa 100 mostri del più duro legno di quercia. Ognuno di questi colossi pesava 300 chili, quasi impossibile da spostare o da impilare. Inoltre questi giganti avrebbero sottratto lo spazio prezioso nel ventre delle navi. Sulla piccola Niña, da sole, 30 di queste botti mostruose avrebbero occupato tutto lo spazio.

Il pH dell’acqua distillata è del tutto malsano!

Ma la cosa davvero allarmante era che l’acqua in queste botti mostruose sarebbe diventata in brevissimo tempo un pericolo enorme, se non addirittura il pericolo più grande a bordo di tutte le navi. Acqua guasta. Ogni grave infezione batterica dovuta ad acqua putrefatta avrebbe significato la fine della missione. La verità è ciò che accadde allora. Le flotte di Cristoforo Colombo non ebbero mai a bordo grandi provviste di acqua potabile. Colombo e i suoi capitani erano iniziati al grande segreto dell’alchimia.

«Solve et coagula». Separa e unisci. L’equipaggio di Cristoforo Colombo padroneggiava l’arte della distillazione. Bere acqua distillata era per l’equipaggio la base assoluta di tutti quegli audaci viaggi verso l’ignoto. Oggi nel mondo circa 300 milioni di persone si affidano all’acqua distillata come acqua potabile. In regioni come Dubai o le isole Canarie l’acqua potabile viene ottenuta prevalentemente con impianti di desalinizzazione dell’acqua marina. Dal punto di vista tecnico questo procedimento corrisponde a una distillazione su vasta scala. Alla luce di tutti questi fatti, la paura che molte persone hanno oggi dell’acqua distillata appare addirittura grottesca.

La critica «più importante» all’acqua distillata

Capitolo 5

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Capitolo 5

La critica «più importante» all’acqua distillata

L’acqua distillata non raggiunge mai le nostre cellule in uno stato di isolamento chimico, perché già nella bocca e nello stomaco si mescola inevitabilmente con le secrezioni del corpo.

La risposta chiara è no.

L’acqua distillata non raggiunge mai le nostre cellule in uno stato di isolamento chimico, perché già nella bocca e nello stomaco si mescola inevitabilmente con le secrezioni del corpo. I critici obiettano perciò spesso che, se la purezza assoluta è la caratteristica decisiva dell’acqua distillata, essa non va forse perduta non appena l’acqua tocca la prima goccia di saliva? La risposta chiara è no. L’isolamento chimico dell’acqua distillata termina al più tardi sulla punta della lingua.

Chi però crede che questa mescolanza renda l’acqua priva di forza cade in un errore. Confonde lo stato statico, la purezza nel bicchiere, con la capacità dinamica, l’effetto nel corpo. Per comprenderlo aiuta l’immagine di una spugna asciutta e perfettamente pulita. Non appena assorbe la prima goccia, tecnicamente non è più pura. Eppure è proprio in quel momento che compie la sua vera destinazione. Comincia ad assorbire.

Una spugna già satura, paragonabile all’acqua ricca di minerali, ha quasi esaurito la sua capacità di assorbimento. L’acqua distillata, invece, dal punto di vista biofisico è affamata. La presunta contaminazione al momento del bere non è altro che l’istante dell’accensione, in cui la spugna comincia il suo lavoro. Decisivo non è che l’acqua resti pura nel corpo, ma che vi arrivi con la sua fame massima. Per capire perché l’acqua distillata conservi la sua superiore forza depurativa nonostante la mescolanza nello stomaco, dobbiamo considerare le leggi della termodinamica e della biologia cellulare.

Quando il meglio diventa un peso

Ma prima di dedicarci in dettaglio a queste cause biofisiche, vorrei illustrarle il loro modo d’agire attraverso un evento decisivo che ho potuto accompagnare nel dicembre 2023. La storia di Mario. Mostra in modo impressionante che cosa accade quando il concetto biofisico della spugna vuota incontra la realtà di un corpo fortemente gravato. Quando il meglio diventa un peso. Mario, un buon amico, aveva subito quell’anno una grave operazione al cervello.

Seguirono radiazioni e cocktail quotidiani di pastiglie, finché la terapia sfociò infine in una chemioterapia intensiva. In quel periodo era quasi irriconoscibile. I massicci carichi farmacologici avevano sopraffatto il suo metabolismo a tal punto che era aumentato di 20 chili. Il suo corpo era completamente gonfio, segnato da gravi edemi e del tutto allo stremo delle forze. Nella cerchia degli amici avevamo quasi perso la speranza. Temevamo seriamente che avrebbe perso questa battaglia.

Quando lo vidi rimasi profondamente scosso e cercai un modo per sostenerlo. Alla mia domanda sulle sue abitudini nel bere rispose con piena convinzione che non toccava più l’acqua del rubinetto. Sua moglie sceglieva per lui solo il meglio del negozio bio. Beveva ogni giorno da tre a quattro litri di un’acqua minerale naturale che, per il suo contenuto di minerali particolarmente elevato, era considerata particolarmente pregiata. Lo faceva nella ferma convinzione di eliminare così con efficacia dal suo sistema i residui della chemioterapia.

La storia di Mario è la conseguenza di cinque principi della termodinamica e della biologia cellulare.

La realtà medica era allarmante. I valori epatici e renali di Mario si trovavano già in un intervallo pericoloso per la vita. Il suo organismo minacciava letteralmente di crollare sotto il carico tossico. A ogni sorso dell’acqua fortemente mineralizzata, che a quel tempo beveva già da molte settimane, apportava al suo sistema esausto altra zavorra inorganica. Quest’acqua presunta di alta qualità era fisicamente già così satura da gravare doppiamente sul metabolismo.

Da un lato costringeva il corpo a confrontarsi con minerali inorganici difficilmente utilizzabili, dall’altro non offriva semplicemente quasi più spazio per accogliere ed eliminare con efficacia i massicci veleni della chemioterapia e i suoi rifiuti metabolici. Gli spiegai nel dettaglio i principi biofisici d’azione dell’acqua e gli consigliai di sospendere subito l’acqua ricca di minerali. Dopo avergli mostrato come distillare da sé l’acqua del rubinetto e avergli consegnato le istruzioni per una cura depurativa di 28 giorni, Mario cambiò con coerenza la sua idratazione.

Da quel momento rinunciò del tutto all’acqua minerale naturale e, secondo le mie raccomandazioni, bevve ogni giorno circa due litri di acqua distillata calda. Due mesi dopo lasciò un messaggio vocale nella nostra chat di gruppo, in cui, pieno di sollievo, riferiva delle sue ultime analisi del sangue. I valori del fegato e dei reni si erano normalizzati in modo così radicale che i medici curanti erano sbalorditi e gli chiesero seriamente se avesse interrotto di nascosto la chemioterapia.

Non riuscivano a capire come le funzioni degli organi potessero essersi stabilizzate a tal punto sotto lo stesso massiccio carico farmacologico. Eppure il cambiamento coerente della sua idratazione era l’unica modifica che Mario avesse apportato. Da allora sta di nuovo bene e continua a distillare l’acqua per sé e per tutta la sua famiglia. Analizziamo ora scientificamente la storia di Mario. Chiediamoci, che cosa è successo dopo che ha cambiato la sua idratazione?

La spinta verso l’equilibrio molecolare

Il miglioramento della salute di Mario è la conseguenza di cinque principi della termodinamica e della biologia cellulare. Il primo principio è l’entropia, la spinta verso l’equilibrio molecolare. Mario aveva bevuto in precedenza un’acqua minerale fortemente satura, già carica di minerali. Somigliava a un treno merci i cui vagoni erano così pieni di pietre che semplicemente non restava quasi più spazio per caricare i residui della chemioterapia. L’acqua distillata, invece, entrava nel suo organismo come un treno completamente vuoto.

Nella sosta decisiva in bocca e nello stomaco l’acqua purissima si mescolava sì con la saliva e con l’acido gastrico, il che porta subito i critici a obiettare che ora non è più pura. Ma è un errore. Dal punto di vista biofisico vengono caricati soltanto i primi vagoni con alcune poche sostanze. Il resto del treno, con centinaia di vagoni, resta vuoto e altamente ricettivo. In termodinamica questo stato si chiama gradiente di concentrazione.

Poiché l’acqua distillata, rispetto al tessuto gravato, è ancora estremamente vuota, si crea un potente richiamo fisico. Questa spinta verso l’equilibrio molecolare è un’espressione dell’entropia. L’acqua ha letteralmente fame di legare sostanze per stabilire un equilibrio osmotico. Oppure, come nel caso di Mario, di caricare le pietre della chemioterapia e portarle via. A livello molecolare l’acqua distillata conserva la sua fame di sciogliere anche quando è già mescolata con i liquidi corporei.

L’acqua distillata è la forma «più fluida» di tutte le acque, perché è la «più libera» di tutte.

L’acqua distillata agisce nell’organismo come un attore prezioso. Dirigendosi verso il tessuto gravato, attira i depositi chimici nei suoi vagoni liberi come una calamita e li rende mobili. Grazie alla pressione osmotica che ne risulta, i residui si staccano dalle cellule e possono infine essere convogliati fuori dal corpo attraverso i reni. L’acqua è qui molto più di una semplice bevanda. È piuttosto un mezzo di trasporto strategico che, con il suo vuoto iniziale, accresce in modo massiccio le forze di autodepurazione del corpo.

L’effetto di trascinamento

L’acqua distillata, però, non si limitava a caricare i rifiuti metabolici nell’organismo di Mario. Cambiava anche il modo in cui questi rifiuti scorrevano attraverso il corpo. Il secondo principio all’opera era il solvent drag, l’effetto di trascinamento. L’acqua distillata purissima ottimizzava le proprietà di scorrimento in tutto l’organismo di Mario. Agiva come un fiume limpido e impetuoso. Questa corrente non scorreva soltanto passivamente accanto alle cellule, ma afferrava meccanicamente i residui accumulati nei tessuti e li portava via con sé.

Grazie a questa energia cinetica, i rifiuti metabolici che prima erano bloccati venivano letteralmente trascinati via e avviati al processo di eliminazione. In medicina esiste per questo processo il termine tecnico solvent drag. Si può immaginare questo effetto come una forte corrente che porta con sé tutto ciò che non è saldamente ancorato. Quando l’acqua filtra attraverso i minuscoli pori dei nostri vasi e delle nostre membrane, si crea un richiamo che prende semplicemente a cavalcioni le particelle disciolte. Deve sapere che l’acqua distillata è la forma più fluida di tutte le acque, perché è la più libera di tutte.

Poiché l’acqua distillata non contiene quasi sostanze disciolte, è estremamente mobile e reattiva. Nello spazio intercellulare, l’area tra le cellule, l’acqua distillata dispiega una dinamica del tutto nuova. Rende sangue e linfa più fluidi, quasi come se si lavasse ad alta pressione un tubo intasato. Si insinua senza fatica attraverso i capillari più stretti, cattura con più efficacia i prodotti finali del metabolismo e li conduce in modo mirato agli organi di eliminazione.

Lo scudo elettrico

Grazie a questo meccanismo biofisico l’acqua divenne per Mario un partner logistico attivo. Faceva sì che i rifiuti, spinti dall’entropia appena descritta, non venissero soltanto caricati, ma espulsi dal sistema con tutta la forza. Il terzo principio è il potenziale zeta, lo scudo elettrico. Nel corpo gravato di Mario esisteva un problema invisibile ma pericoloso. I residui della chemioterapia tendevano ad attrarsi a vicenda e ad aggregarsi.

Simili aggregati agiscono come sabbia negli ingranaggi. Possono ostruire i sottilissimi filtri dei reni, i cosiddetti glomeruli, e causare danni gravi. Qui l’acqua distillata offriva una protezione biofisica decisiva. Poiché è vuota e non porta con sé minerali di disturbo come calcare o magnesio, può avvolgere le sostanze tossiche con molta più precisione. Ogni singola particella tossica riceve un involucro denso e protettivo di molecole d’acqua, chiamato guscio di idratazione.

Si può immaginare questo potenziale zeta come un forte campo di forza elettrico che circonda ogni singola particella. Poiché tutte queste particelle portano ora la stessa carica, agiscono come calamite della stessa polarità. Si respingono inesorabilmente. Invece di aggregarsi in grumi rigidi, le sostanze tossiche mantengono così una rigorosa distanza di sicurezza l’una dall’altra. In fisica questo stato stabile di sospensione si chiama stato di sol. Tutto resta in movimento, nulla si deposita e nulla incrosta in depositi pericolosi come calcoli renali o placche vascolari.

Il motore idraulico

Nell’organismo di Mario questo elevato potenziale zeta assicurava una repulsione elettrica permanente. Il carico tossico restava così finemente distribuito in sospensione e poteva scivolare senza attrito, come su un invisibile cuscino d’aria, attraverso i minuscoli canali dei reni. L’acqua teneva a distanza le sostanze di scarto grazie alle forze elettrostatiche e le costringeva a restare allo stato liquido finché non avevano lasciato il corpo in sicurezza. Il quarto principio è il gradiente osmotico, il motore idraulico.

Si può immaginare l’acqua distillata nel corpo di Mario come un motore idraulico. Poiché quest’acqua è estremamente vuota, cioè ipotonica, possiede un’enorme forza di tensione fisica. Spinge con tutta la sua potenza là dove la concentrazione di sostanze è più alta, in profondità nel tessuto gravato. Grazie a questa pressione osmotica l’acqua viene letteralmente spinta negli angoli più remoti dell’organismo, per svolgervi il suo lavoro. Assolutamente ogni liquido nel corpo segue una legge invisibile, quella del gradiente di pressione osmotica.

Fra tutte le acque, l’acqua distillata è l’attore più affamato. Anche dopo la mescolanza nello stomaco, la sua concentrazione di particelle disciolte resta di gran lunga inferiore a quella del tessuto gravato circostante. Questa enorme differenza di concentrazione genera un autentico richiamo fisico. Come un’onda fresca, l’acqua penetra in profondità nelle cellule per compensare lo squilibrio chimico. Così facendo stana letteralmente dai loro nascondigli i prodotti finali del metabolismo e le tossine ostinate, li scioglie dai tessuti e li mobilita per l’eliminazione attraverso il sistema linfatico e vascolare.

Via libera agli enzimi

Nell’organismo di Mario l’acqua agiva così non solo come semplice solvente, ma quasi come un’idropulitrice a livello cellulare. Contribuiva a ridurre i gravosi ristagni di liquidi, gli edemi, rimettendo in moto il flusso bloccato. Il quinto principio è il carico funzionale contro quello disfunzionale. Via libera agli enzimi. Si possono immaginare gli enzimi del fegato e dei reni come operai a una catena di montaggio. Se l’acqua che li bagna è già satura di calcare, nitrati, microplastiche e minerali inorganici, i nastri trasportatori sono occupati da questi rifiuti prima ancora che il vero lavoro di disintossicazione possa cominciare. La depurazione enzimatica viene così fortemente inibita o, nel peggiore dei casi, si arresta del tutto. Allora il corpo comincia ad avvelenarsi con il suo stesso carico tossico.

Le sacre sale del nostro corpo

Capitolo 6

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Capitolo 6

Le sacre sale del nostro corpo

Il nostro organismo ha creato dentro di noi «camere bianche» e «caveau» che inonda con l’acqua più pulita che è in grado di produrre.

Il nostro organismo ha creato dentro di noi camere bianche e caveau che inonda con l’acqua più pulita che è in grado di produrre. Il nostro corpo non è affatto un recipiente aperto in cui i liquidi si mescolano a caso. Somiglia piuttosto a un’unità biologica di alta precisione e di massime prestazioni, con aree di sicurezza rigorosamente sorvegliate. Tra queste zone speciali rientrano i nostri occhi, i testicoli, il liquido amniotico e i liquidi del cervello e dell’orecchio.

Il corpo compie uno sforzo enorme per proteggere queste sacre sale dagli influssi esterni gravosi. Ciò che nel mondo esterno tentiamo con tecniche elaborate di trattamento dell’acqua potabile, il nostro corpo lo compie con assoluta perfezione. Si serve a questo scopo di una tecnica di filtrazione altamente specializzata, per creare per i suoi organi più nobili un ambiente molto più puro del resto dell’acqua nel nostro sistema. Queste zone esclusive costituiscono il fondamento necessario per la nostra salute e per la continuità della vita.

L’umor vitreo dell’occhio offre a tutti noi forse l’esempio più evidente di questa aspirazione alla purezza. Perché possiamo godere di una vista nitida, il corpo vitreo deve essere quanto più puro possibile. Poiché è composto per circa il 99% d’acqua e dispone a malapena di una propria irrorazione sanguigna, l’acqua qui non serve come semplice mezzo di trasporto. Funge da base neutra per il funzionamento indisturbato della vista. Ogni minimo intorbidamento dovuto a sostanze inorganiche ne altererebbe la viscosità, compromettendo così la natura fisica dell’intero mezzo e la nostra capacità visiva.

Lo stesso vale per il nostro liquido cerebrale, il liquor. I nostri neuroni operano con impulsi elettrici nell’ordine dei millivolt e dipendono quindi da un ambiente privo di disturbi. Ioni estranei o residui inorganici nel liquido cerebrale rappresenterebbero fattori di disturbo massicci, in grado di interrompere la precisa conduzione degli stimoli tra le cellule nervose. In questo punto la purezza assoluta è il presupposto fondamentale per la nostra lucidità mentale e per un’elaborazione delle informazioni priva di errori.

A protezione della nostra riproduzione, la barriera emato-testicolare e la barriera emato-placentare fungono da ambienti di massima sicurezza chimicamente isolati. Gli spermatozoi dell’uomo e gli embrioni della donna reagiscono in modo altrettanto sensibile alle più piccole quantità di inquinanti. Alcune sostanze possono agire come veleni che danneggiano il patrimonio genetico e minacciano il codice genetico. Se pesticidi o altri carichi altamente reattivi penetrassero in queste aree, potrebbero reagire direttamente con il nostro DNA.

In queste zone deve perciò regnare tassativamente un ambiente di acqua purissima, affinché sia preservata l’integrità delle generazioni future. Per garantire questa purezza estrema, il nostro corpo si serve di meccanismi di filtrazione a livello molecolare. Le pareti dei nostri vasi sanguigni più piccoli costituiscono la prima barriera decisiva. Le loro cellule sono saldamente unite tra loro, come da una saldatura, dalle cosiddette giunzioni strette. In queste barriere sono inseriti canali che fungono da chiuse intelligenti.

Nel 2003 Peter Agre ricevette il premio Nobel per la chimica per la scoperta delle acquaporine. Si tratta proprio di quei minuscoli canali permeabili esclusivamente alle molecole d’acqua. Sono così stretti che le molecole d’acqua possono attraversarli solo una alla volta, allineate come su un filo di perle. Sali disciolti, proteine o molecole organiche vengono trattenuti con coerenza. Così la concentrazione di sostanze estranee negli spazi di destinazione diminuisce drasticamente, anche quando il siero sanguigno nel resto del corpo presenta ancora quantità considerevoli di sostanze disciolte.

L’equilibrio dei nostri sensi è ancorato in profondità nell’orecchio interno. Nell’endolinfa, il cosiddetto liquido dell’orecchio, l’udito e il senso dell’equilibrio dipendono in modo determinante dalla precisa viscosità del liquido. Poiché l’acqua qui serve soprattutto come mezzo fisico di trasmissione delle più sottili vibrazioni meccaniche, ogni carico materiale incontrollato disturberebbe la sensibilissima meccanica della coclea. Un’impurità falserebbe i segnali e metterebbe a rischio il nostro orientamento nello spazio.

Un capolavoro altrettanto affascinante è la ghiandola del timo. Funge da centro di maturazione dei linfociti T della nostra difesa immunitaria. Questa ghiandola si trova in un ambiente acquoso del tutto isolato, schermato dalla barriera emato-timica. Qui deve regnare una limpidezza assoluta, mentre il corpo forma le sue unità speciali. In questa scuola del sistema immunitario le cellule imparano a distinguere tra amico e nemico. Ogni carico materiale in quest’area potrebbe falsare la formazione delle cellule immunitarie e aumentare così il rischio di reazioni errate o di processi autoimmuni.

Da tutti questi fatti si può dedurre che il nostro corpo persegue una profonda aspirazione alla purezza interiore. Crea queste camere bianche acquatiche per assicurare la stabilità e lo sviluppo della vita in tutte le sue sfaccettature. Un ulteriore aspetto decisivo di questa affascinante tecnica è la protezione dallo stress ossidativo nei nostri organi più sensibili. La strategia della camera bianca riduce al minimo in queste zone la presenza di radicali liberi e di residui metallici che potrebbero attaccare e distruggere le delicate membrane cellulari.

Filtrando con coerenza le sostanze potenzialmente reattive, tra cui anche i radicali liberi prodotti dal corpo stesso, l’organismo crea una zona protetta. I processi di invecchiamento rallentano e la capacità di rigenerazione delle cellule viene portata al massimo. In definitiva l’acqua pura agisce qui come uno scudo biologico che consente ai mattoni della nostra vita di dispiegare tutta la loro forza senza disturbi dall’esterno.

L’acqua distillata nel nostro organismo

Capitolo 7

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Capitolo 7

L’acqua distillata nel nostro organismo

Occorre un cambiamento profondo nella nostra comprensione del «ruolo» della nostra acqua potabile.

In un mondo in cui ci confrontiamo ogni giorno con un’ondata di inquinanti esogeni, la «capacità di trasporto» della nostra acqua decide se i nostri sistemi di canali possono scorrere liberamente o si insabbiano lentamente.

Come agisce l’acqua distillata nel nostro organismo? Dobbiamo liberarci dall’idea che l’acqua ci serva come fornitrice di nutrimento. È invece anzitutto un servizio di depurazione e di logistica. Per comprendere questo compito essenziale aiuta uno sguardo al ruolo centrale degli organi depurativi del nostro corpo. Immagini i suoi reni, il suo fegato, il suo sistema linfatico e il suo tessuto connettivo come un gigantesco e complessissimo sistema di canali.

Questa rete è impegnata senza sosta a condurre con precisione i nutrienti vitali verso le cellule e, in cambio, a portare via con efficacia i prodotti finali del metabolismo e i rifiuti cellulari che si formano. In questo processo dinamico l’acqua funge da mezzo di trasporto decisivo, la cui efficacia è inscindibilmente legata alla sua purezza. Solo un’acqua priva di sostanze possiede la piena capacità di accogliere questi carichi e di mantenere pulito l’organismo dall’interno.

In un mondo in cui ci confrontiamo ogni giorno con un’ondata di inquinanti esogeni, la capacità di trasporto della nostra acqua decide se i nostri sistemi di canali possono scorrere liberamente o si insabbiano lentamente. Poiché solo un mezzo privo di sostanze è in grado di accogliere nuovi carichi, la purezza dell’acqua determina l’efficacia della depurazione interna e la conservazione delle proprietà vitali di scorrimento. Nelle sezioni seguenti esploriamo ora come l’acqua distillata, grazie alla sua unica capacità fisica di assorbimento, porti la logistica del corpo a un livello del tutto nuovo.

I reni

Per primi i reni. I reni sono i regolatori supremi dell’omeostasi e preservano il nostro equilibrio interiore vitale. Come guardiani dinamici, queste centrali biologiche mantengono stabili la pressione sanguigna, il bilancio elettrolitico e il pH. È una prestazione fisiologica impressionante che filtrino ogni giorno circa 1800 litri di sangue. Nelle unità filtranti più sottili, i glomeruli, si forma senza sosta l’urina primaria. In un processo di recupero complessissimo il corpo ne riprende poi l’acqua e i nutrienti vitali, finché restano infine circa uno o due litri di urina finale da espellere.

Non appena il rene non deve più lottare contro le sostanze contenute nell’acqua, l’acqua distillata diventa la sua alleata «più potente».

Dal punto di vista biofisico questo processo rappresenta un gigantesco lavoro di selezione. Quante più sostanze inutilizzabili o inorganiche sono già disciolte nell’acqua potabile, tanto più faticoso diventa questo lavoro per il rene. In questo caso l’organo deve lottare contro una maggiore resistenza osmotica per separare la zavorra da ciò che è utile. L’acqua distillata, invece, giunge nel sistema come mezzo privo di sostanze e riduce in modo considerevole lo sforzo energetico della filtrazione. Poiché agisce come un servizio ricettivo, facilita al rene l’eliminazione delle scorie, invece di diventare essa stessa un carico o di contribuire a un lento insabbiamento delle sottili strutture filtranti. Non appena il rene non deve più lottare contro le sostanze contenute nell’acqua, l’acqua distillata diventa la sua alleata più potente.

I nostri reni compiono un lavoro pesantissimo per regolare gli elettroliti. Poiché però l’acqua distillata non contiene minerali inorganici, questo carico aggiuntivo per i reni scompare del tutto. Si può immaginare questo processo come un sistema di traffico perfettamente funzionante. Poiché nell’acqua distillata nessuno ione estraneo di disturbo ostacola il flusso, lo scudo elettrico delle particelle di scarto resta stabile. Nel linguaggio tecnico questo scudo si chiama potenziale zeta.

Abbiamo già incontrato questo principio nell’analisi della storia di Mario. Come già sappiamo, il potenziale zeta fa sì che le particelle si respingano a vicenda invece di attaccarsi l’una all’altra. Così le sostanze di scarto restano in uno stato fluido di sospensione, che gli scienziati descrivono come stato di sol. In questa forma mobile le sostanze possono essere semplicemente portate fuori dal corpo grazie all’effetto di solvent drag, che abbiamo anch’esso già conosciuto.

Il fegato

Questo effetto fisico di trascinamento funziona come un delicato richiamo che porta con sé le particelle disciolte nella corrente di acqua pura. Senza questa stabilità elettrica le sostanze si aggregherebbero in modo incontrollato e passerebbero a uno stato viscoso e gelatinoso. Il fegato. Il fegato funge da nostro organo centrale di disintossicazione e agisce come una fabbrica chimica altamente sviluppata. Neutralizza instancabilmente le tossine provenienti dal cibo e dall’ambiente e, come snodo strategico del metabolismo, governa l’intero bilancio energetico del corpo. Produce inoltre la bile, indispensabile per la digestione dei grassi.

In questo organo ad alte prestazioni si svolgono ogni secondo migliaia di complessi processi biochimici.

In questo organo ad alte prestazioni si svolgono ogni secondo migliaia di complessi processi biochimici. Benché il fegato non abbia alcun contatto diretto con l’acqua che beviamo, trae indirettamente un beneficio enorme dalla purezza di questo mezzo privo di sostanze. Qui interviene un principio biologico di sinergia, poiché l’acqua purissima libera i reni dalla zavorra inorganica e la loro capacità di filtrazione aumenta in modo significativo. Il sangue viene così depurato più rapidamente e più a fondo, e il carico tossico di base nell’intera circolazione diminuisce in modo misurabile.

Questo sollievo avvia per il fegato un vero e proprio turbo della rigenerazione. Normalmente questo organo deve trasformare a fatica ogni molecola inquinante attraverso complesse fasi enzimatiche, perché possa essere eliminata. Grazie alla maggiore attività renale e all’elevato potere solvente dell’acqua pura, però, molti prodotti finali del metabolismo vengono già trascinati fuori dal sistema in modo altamente efficiente attraverso le vie urinarie. Questo effetto fisico di trascinamento toglie al fegato una parte del pesantissimo lavoro chimico e crea lo spazio necessario per i suoi processi vitali di costruzione e di accumulo.

Il sistema linfatico

Grazie allo sgravio dei reni, il fegato riacquista preziose capacità enzimatiche. Invece di essere prigioniero di un’incessante battaglia difensiva contro un’ondata di residui esogeni e di saturazioni inorganiche, può ora investire la sua energia là dove serve più urgentemente. Nella costruzione di proteine vitali, nell’accumulo efficiente delle vitamine e nel rinnovamento della propria sostanza cellulare. Il sistema linfatico. Il sistema linfatico rappresenta molto più di un semplice sistema di scarico dell’organismo.

Il sistema linfatico non possiede un proprio sistema di pompaggio, come la circolazione sanguigna possiede il cuore.

Parallelamente alla circolazione sanguigna attraversa ogni fibra del nostro corpo e svolge una duplice missione. Porta via dai tessuti detriti cellulari, rifiuti metabolici e grassi e costituisce al tempo stesso un pilastro decisivo della difesa immunitaria. Poiché il liquido linfatico è composto per circa il 96 per cento d’acqua, la qualità dell’idratazione determina direttamente quanto fluido o vischioso possa lavorare questo sistema. Il sistema linfatico non possiede un proprio sistema di pompaggio, come la circolazione sanguigna possiede il cuore.

È molto importante sapere che il flusso della linfa dipende dal movimento dei suoi muscoli e soprattutto da una viscosità ottimale. In questa rete sensibilissima l’acqua distillata funge da lubrificante decisivo, che mantiene le proprietà di scorrimento della linfa. Il mezzo privo di sostanze impedisce che il liquido ristagni a causa di carichi inorganici o di una saturazione eccessiva. Solo grazie a questa leggerezza fluida le cellule immunitarie possono pattugliare senza ostacoli.

L’osmosi

L’osmosi. Le nostre cellule vengono depurate da un affascinante processo fisico chiamato osmosi. Questo processo agisce come un risciacquo molecolare che penetra fino alla più piccola unità del corpo. Ognuna delle sue migliaia di miliardi di cellule è circondata da una membrana semipermeabile, che funge da involucro protettivo parzialmente permeabile. Questa membrana agisce come un setaccio intelligente che lascia passare preferibilmente le molecole d’acqua pura e trattiene in modo mirato le particelle più grandi e i prodotti finali del metabolismo.

La legge fisica fondamentale dell’osmosi afferma che l’acqua tende inarrestabilmente a compensare le concentrazioni. Così facendo si sposta sempre là dove la saturazione di sostanze disciolte è maggiore. Poiché le nostre cellule sono composte in gran parte d’acqua, questo processo costituisce il motore decisivo del rinnovamento cellulare e dell’eliminazione delle sostanze esauste. Proprio in questo punto bere acqua distillata offre un vantaggio immenso. Grazie alla sua purezza assoluta possiede la spinta fisica più forte a penetrare nelle cellule e a schiarirle dall’interno.

L’acqua «migra» in un processo costante là dove la concentrazione di sostanze disciolte è maggiore.

Questa pressione osmotica fa sì che l’acqua pura agisca come un richiamo magnetico, che stacca le scorie dall’interno delle cellule e le porta via con efficienza. Poiché l’acqua distillata è ipotonica, cioè purissima, presenta l’osmolarità più bassa possibile. Quando questo mezzo puro bagna le membrane cellulari, si crea così un gradiente di concentrazione potente e tuttavia delicato. Questa differenza fisica di pressione agisce come un richiamo naturale che favorisce l’afflusso di acqua fresca e non satura nella cellula.

Al tempo stesso questo processo genera la pressione idraulica necessaria per portare fuori dall’interno della cellula i prodotti finali esausti del metabolismo e le tossine. Lo si chiama anche respirazione cellulare. Si può immaginare questo processo come una corrente d’aria biologica che sostituisce l’atmosfera esausta della cellula con aria vitale fresca. Grazie a questa superiorità fisica dell’acqua pura, la cellula non viene soltanto idratata, ma letteralmente risciacquata dall’interno.

I radicali liberi

Questo effetto osmotico assicura che la logistica cellulare giri a pieno regime e che nessun residuo gravoso rallenti il sistema biologico. I radicali liberi. Nel nostro corpo si formano senza sosta radicali liberi. Si tratta di composti dell’ossigeno altamente reattivi e aggressivi, che agiscono nell’organismo come predoni chimici. Sottraggono con violenza elettroni ad altre molecole e possono così danneggiare in modo duraturo strutture cellulari vitali o persino il DNA.

Questo processo di ossidazione somiglia a una lenta ruggine interiore che attacca la sostanza biologica. Sorprendentemente questi radicali nascono soprattutto da cause endogene, cioè proprie del corpo. In particolare quando i mitocondri, le centrali energetiche delle nostre cellule, usano l’ossigeno per produrre energia. In questa respirazione cellulare si formano continuamente radicali liberi come sottoprodotto, paragonabili per immagine ai gas di scarico di un motore a combustione. Poiché questo processo è il rovescio della nostra vitalità, l’organismo dipende da un sistema di smaltimento altamente efficiente per poter neutralizzare questi composti aggressivi.

Per il nostro corpo i radicali liberi non sono soltanto rifiuti.

In questo contesto la purezza del mezzo di trasporto svolge ancora una volta un ruolo decisivo, perché influisce in modo determinante sulla fluidità e quindi sulla disponibilità di antiossidanti protettivi nei punti nevralgici delle cellule. In noi i radicali liberi agiscono come armi mirate del sistema immunitario. Il nostro sistema immunitario impiega i globuli bianchi per bruciare letteralmente batteri e virus penetrati, con l’aiuto di questi composti aggressivi. Un problema di salute nasce per il nostro organismo solo quando la quantità di radicali liberi perde l’equilibrio e la loro produzione supera la naturale capacità di neutralizzazione.

In questo caso si sviluppa allora il tanto citato stress ossidativo, oggi considerato uno dei fattori principali dei processi di invecchiamento precoce e delle infiammazioni croniche. Benché l’acqua distillata non sia di per sé un antiossidante, come la vitamina C o la vitamina E, svolge un ruolo fondamentale nella protezione dallo stress ossidativo. Poiché il mezzo purissimo ottimizza le proprietà di scorrimento del sangue e della linfa, assicura che le sostanze protettive del corpo e gli antiossidanti assunti vengano trasportati in modo rapido e preciso nei punti nevralgici delle cellule.

Al tempo stesso l’elevata capacità di assorbimento dell’acqua al massimo grado non satura fa sì che i prodotti di reazione che si formano nella difesa immunitaria vengano rapidamente eliminati dai tessuti. La purezza dell’acqua costituisce così la base logistica per un equilibrio stabile tra la difesa necessaria e la neutralizzazione protettiva.

Dalla teoria alla pratica

Capitolo 8

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Capitolo 8

Dalla teoria alla pratica

Il corpo umano non è un monumento statico, ma un processo che scorre.

Questo capitolo è dedicato allo svolgimento metodico di una cura depurativa che nella pratica si è rivelata particolarmente efficace e benefica. Una cura simile rappresenta molto più di un semplice cambiamento delle abitudini nel bere, poiché dà un impulso consapevole allo sgravio sistemico dell’intero organismo. Con l’apporto mirato di acqua purissima per un periodo stabilito si avvia un profondo processo fisico di depurazione, in grado di riattivare a fondo le vie di disintossicazione proprie del corpo.

Al centro c’è lo sgravio dell’ambiente interno grazie alle particolari proprietà fisiche dell’acqua distillata. Poiché l’acqua distillata esercita una forte attrazione sulle sostanze disciolte, la cura agisce come una delicata mobilitazione delle scorie ostinate. Questo approccio metodico si serve delle leggi naturali dell’osmosi per rinnovare la logistica cellulare e ricondurre l’organismo a uno stato di vitalità accresciuta. Una cura benefica.

Il periodo raccomandato è di 28 giorni. Queste quattro settimane seguono i bioritmi naturali del suo corpo. Questi processi non si possono affrettare quando si tratta di lasciar andare schemi radicati e di costruire nuove strutture. Durante questa fase lei concede al suo organismo tempo sufficiente per ottimizzare la produzione dei suoi messaggeri chimici e rafforzare l’autodepurazione cellulare. Dopo circa 28 giorni questi cambiamenti biochimici si consolidano stabilmente nelle cellule.

Durata

Questa durata segue inoltre il ciclo naturale di rinnovamento della nostra pelle, nei cui strati più profondi si formano continuamente nuove cellule che migrano lentamente verso la superficie, finché non hanno sostituito del tutto la vecchia barriera. Vedrà che il cambiamento portato dalla nuova idratazione diventa spesso visibile all’esterno, con una pelle più limpida, già prima della fine di questo periodo. La quantità d’acqua. Quanta acqua distillata dovrebbe bere? Per un adulto medio si è visto che durante la cura circa 1,5 litri di acqua pura al giorno sono ideali.

A seconda del peso corporeo, della statura o dell’attività fisica, questo valore può naturalmente essere adattato leggermente verso l’alto o verso il basso. Una quantità di 1,5-2 litri al giorno non solo è del tutto sostenibile per l’organismo, ma rappresenta un apporto di base ottimale che sostiene perfettamente i suoi processi di depurazione. Un vantaggio di questa cura sta nella sua semplice integrazione nella vita quotidiana. Non deve rinunciare a nulla. Le sue bevande abituali non deve necessariamente abbandonarle.

Quantità d’acqua

Chi beve per esempio caffè e tè può mantenere queste abitudini. Decisiva non è la rinuncia, ma l’aggiunta consapevole. Il piacere quotidiano della quantità di acqua pura fa sì che il suo corpo, nonostante eventuali altre bevande, disponga sempre di un mezzo di trasporto libero sufficiente per svolgere con efficienza il suo lavoro di depurazione. A quale temperatura dovrebbe bere l’acqua distillata? È meglio berla a una temperatura di circa 50-60 gradi, cioè calda più o meno come un tè o un caffè appena preparati.

Temperatura

Ciò che a prima vista può sembrare insolito si fonda su un semplice principio fisico che tutti conoscono dalla vita quotidiana. Provi a pulire una teglia unta con acqua fredda. Difficilmente ci riuscirà. Non appena usa acqua calda, invece, i residui si staccano quasi da soli. La ragione sta nella termodinamica, perché con l’aumentare della temperatura le molecole d’acqua si muovono molto più velocemente. L’acqua riduce la sua tensione superficiale e diventa così, dal punto di vista fisico, molto più ricettiva verso altre sostanze.

Se beve l’acqua calda, essa può svolgere ancora un po’ più facilmente il suo compito di solvente nel corpo e sciogliere i residui in modo più efficace. Un ulteriore vantaggio è lo sgravio energetico del suo corpo. Poiché il liquido è già vicino o leggermente al di sopra della temperatura corporea interna, il suo organismo non deve spendere energia per portare l’acqua, per così dire, alla temperatura di esercizio. Questa logica è utilizzata da millenni nella medicina tradizionale cinese, MTC, e allo stesso modo nell’Ayurveda.

Distanza metabolica

Lì l’acqua calda è considerata un mezzo collaudato per far fluire l’energia vitale, rafforzare il fuoco digestivo e mobilitare in modo efficiente i residui del metabolismo, spesso chiamati scorie. Bevendo calda l’acqua distillata, lei unisce dunque i vantaggi fisici moderni a un’antica tradizione di cura. La distanza metabolica, separare nel tempo il mangiare e il bere. Dalla scienza dell’alimentazione è ben noto che per la digestione è spesso più gradevole consumare ai pasti solo piccole quantità di liquidi.

Separando nel tempo il cibo solido da quello liquido, i succhi digestivi restano più concentrati e possono svolgere il loro lavoro con maggiore efficienza. È in fondo del tutto logico. Lo stesso principio lo usiamo per massimizzare l’effetto depurativo di questa cura. Anche durante questa cura dovrebbe separare consapevolmente l’idratazione dall’assunzione di cibo. L’ideale è bere l’acqua pura e calda con uno stomaco che in quel momento non è impegnato in un pesante lavoro digestivo.

Ciò avviene circa 30 minuti prima o dopo un pasto. Grazie alla sua purezza, l’acqua distillata agisce come un solvente altamente efficiente. Se la si beve durante un pasto, si satura all’istante delle sostanze contenute nel cibo che incontra. Verrebbe quindi, per così dire, già caricata nello stomaco, prima ancora di poter assumere il suo vero compito depurativo nei tessuti. Assunta separatamente, invece, entra nel suo sistema come un mezzo di trasporto vuoto.

Non deve diluire enzimi digestivi né sciogliere particelle di cibo, ma può dedicare la sua capacità al nostro obiettivo, cioè accogliere ed eliminare i residui del metabolismo nelle sue cellule e nel tessuto connettivo. Esaminiamo ora le fasi della depurazione che si svolgono durante una cura simile. Nella prima settimana, nei primi giorni dopo l’inizio della cura, l’organismo comincia ad accelerare in modo massiccio i suoi processi di depurazione sempre attivi. Si può immaginare questo processo come se il corpo inserisse ora un vero e proprio turbo.

Come già illustrato nel capitolo sugli organi di disintossicazione, il sistema lavora senza sosta all’eliminazione delle sostanze. Il tessuto connettivo, però, ha spesso dovuto fungere da deposito temporaneo involontario, quando i reni erano sopraffatti da un carico di lavoro troppo elevato. Quando si comincia a bere acqua pura e ipotonica, si crea un richiamo osmotico sempre più forte sul tessuto interno. Per il suo vuoto materiale l’acqua purissima agisce come una calamita su quei vecchi depositi che finora erano fissati nei tessuti.

Prima settimana

In questa fase i residui vengono mobilitati e spostati nelle vie linfatiche per essere eliminati. Il corpo porta così al massimo l’efficienza della sua autodepurazione naturale. Molti di coloro che la praticano riferiscono già dopo poco tempo una sensazione di vitalità accresciuta, perché l’organismo comincia a liberarsi attivamente dei carichi del passato. Al tempo stesso alcuni partecipanti notano in questa prima fase una stanchezza passeggera, isolati lievi mal di testa e una colorazione più intensa dell’urina.

Questi segni non sono motivo di preoccupazione, ma vanno intesi piuttosto come chiari segnali del corpo che la sua consueta depurazione ha ora raggiunto un livello nuovo e più intenso. I lievi mal di testa che talvolta compaiono sono direttamente legati al consumo dell’acqua purissima. Per il suo elevato contenuto d’acqua, circa l’80 per cento, il maggiore potenziale depurativo riguarda in modo particolare il nostro cervello. Poiché questa sensibile centrale di comando reagisce con grande sensibilità a ogni cambiamento dell’ambiente interno, il turbo depurativo attivato fa sì che i residui si sciolgano in modo più efficiente e che l’acqua dei tessuti venga ricambiata rapidamente.

Poiché il cervello, all’interno della struttura rigida del cranio, offre ben poco spazio alle variazioni di pressione, percepiamo brevemente questa attività depurativa accelerata come una leggera tensione. È un segno percepibile che il processo è ora avviato con successo anche nell’organo più ricco d’acqua. Che cosa accade nella seconda e nella terza settimana di questa cura? Dall’ottavo al ventunesimo giorno lei si trova nel cuore della cura. Il tessuto si è ormai, per così dire, risvegliato e si è abituato al maggiore potere solvente dell’acqua.

Seconda e terza settimana

In questa fase si va alla sostanza. Mentre nella prima settimana venivano eliminate soprattutto le sostanze facilmente solubili, il processo di depurazione avanza ora nei depositi più solidi. In questo periodo l’acqua distillata dispiega tutta la sua forza fisica come solvente altamente efficiente. Un fattore chiave è la bagnabilità drasticamente accresciuta dell’acqua pura. Si intende la capacità del mezzo di distendersi più ampiamente sulle superfici delle cellule e all’interno delle sottili strutture del tessuto connettivo.

Poiché l’acqua pura possiede una tensione superficiale nettamente minore, può inumidire il tessuto interno in modo molto più efficace. Si insinua, per così dire, in quegli interstizi microscopici che per la comune acqua satura erano finora per lo più irraggiungibili. Soprattutto le aree senza collegamento diretto con il grande flusso sanguigno traggono ora beneficio in questo periodo dal migliore scambio osmotico. Ciò riguarda ad esempio le capsule articolari e i capillari più sottili del corpo.

Grazie all’enorme gradiente di concentrazione tra l’acqua priva di sostanze e le strutture tissutali cariche, i depositi inorganici ostinati vengono ora sciolti con più intensità dal loro ancoraggio. Questi carichi disciolti vengono poi trasferiti in modo affidabile nel deflusso del sistema linfatico, e l’architettura biologica del corpo conosce così una profonda chiarificazione. Che cosa accade poi nella quarta settimana? Dopo circa 21 giorni il suo corpo ha sperimentato quanto sia liberatorio avere a disposizione un mezzo di trasporto ricettivo, capace di accogliere ed eliminare con efficienza tutto il superfluo.

Quarta settimana

Gli organi filtranti centrali come fegato e reni hanno conosciuto in questo periodo un enorme sollievo. Poiché questi organi non erano più impegnati senza sosta a gestire i residui inorganici dell’acqua potabile, hanno potuto finalmente dedicare di nuovo le loro capacità alla rigenerazione e all’equilibrio interiore. In questa fase subentra di solito una sensazione stabile di purezza interiore e di leggerezza. Il maggiore potenziale depurativo è diventato ormai una nuova normalità per il metabolismo.

Le cellule hanno imparato che possono lasciar andare i vecchi carichi senza che si formino subito nuovi depositi. Poiché dopo questi 28 giorni si è concluso anche il ciclo naturale di rinnovamento della pelle, il risultato di questa pulizia interiore si manifesta spesso in un aspetto visibilmente limpido e luminoso. Lei ha portato il suo organismo in uno stato in cui, depurato in profondità, può lavorare di nuovo in modo più efficiente e meno gravato. Questa fase segna il passaggio dalla depurazione attiva a una stabilità biologica duratura su un livello del tutto nuovo.

Domande sull’acqua distillata

Capitolo 9

Ascolta in tedesco, 8 min

Capitolo 9

Domande sull’acqua distillata

Qui trova le informazioni più importanti sul piacere e sull’uso dell’acqua distillata.

Alla fine di questo libro vogliamo ancora occuparci delle domande più comuni che sorgono riguardo all’acqua distillata.

Domanda

Perché si sa così poco dei vantaggi dell’acqua distillata?

Risposta

Grande paura e nessuna tecnica? È una domanda legittima chiedersi perché questo sapere non sia da tempo uno standard. La ragione principale è di natura puramente pratica. Fino a pochi anni fa era tecnicamente quasi impossibile produrre nella propria cucina acqua di questa qualità, perché gli apparecchi erano costosi, rumorosi e concepiti soprattutto per i laboratori. Oggi le cose sono cambiate. Gli alambicchi moderni sono diventati accessibili e ottimizzati per l’uso domestico.

Che questo sapere diventi popolare solo ora, e lentamente, dipende anche da vecchi miti di tempi in cui l’acqua distillata veniva associata soltanto alle batterie delle automobili o a racconti dell’orrore. Come per molti concetti di salute, ci vuole tempo perché l’esperienza di chi la utilizza superi i vecchi dogmi.

Domanda

Dove posso acquistare acqua distillata?

Risposta

Purtroppo quasi da nessuna parte. Di fatto non esistono quasi fornitori che offrano nel commercio al dettaglio acqua distillata dichiaratamente come acqua potabile da gustare. Poiché nel grande pubblico prevale ancora spesso la convinzione errata che l’acqua distillata sia pericolosa per la salute, manca semplicemente il mercato per una distribuzione economica. Inoltre produzione e logistica in qualità alimentare sarebbero così onerose che i prezzi dell’acqua in bottiglia non sarebbero sostenibili né sul piano ecologico né su quello economico.

Domanda

Si può bere l’acqua distillata del negozio di bricolage?

Risposta

No, in nessun caso. Solo perché la denominazione è identica, questo prodotto non possiede la qualità di acqua potabile, poiché viene prodotto per lo più per scopi tecnici mediante demineralizzazione chimica o distillazione a bassa temperatura. Poiché l’acqua pura è un solvente estremamente forte, durante una lunga conservazione in contenitori di plastica scadenti scioglie dalle pareti delle taniche plastificanti nocivi come gli ftalati o il bisfenolo A.

Alla fine, con quest’acqua, lei assume un concentrato di residui di plastica chimicamente contaminato.

Domanda

Se ne può bere troppa?

Risposta

Sì, assolutamente. La quantità di acqua distillata che dovrebbe bere corrisponde esattamente alle raccomandazioni generali per un’idratazione sana. Il valore indicativo per gli adulti sani è di circa 1,5-2,5 litri al giorno, mentre il suo fabbisogno individuale dipende da attività, clima e alimentazione. Decisiva è un’alimentazione ricca di minerali, con prodotti integrali, verdure e proteine, poiché l’acqua non è mai stata comunque la fonte principale di nutrienti.

La cosiddetta iponatriemia, la carenza di sodio nel sangue, non nasce dalla purezza dell’acqua, ma da una quantità eccessiva bevuta in troppo poco tempo, cosa che però si verifica quasi soltanto negli sportivi estremi o in condizioni estreme.

Domanda

Si possono anche annaffiare le piante?

Risposta

Sì, è anzi molto consigliabile. Prima della rivoluzione industriale l’acqua piovana era considerata la fonte d’acqua più pura e offriva condizioni ideali per la crescita delle piante. In questa tradizione l’acqua distillata è oggi la scelta perfetta per le sue piante. Poiché è priva di calcare, i sottili pori dei peli radicali restano aperti. Così le piante possono assorbire i nutrienti del terreno in modo ancora più efficiente.

Domanda

L’acqua distillata è adatta anche alla preparazione degli alimenti per neonati?

Risposta

Sì, assolutamente. L’acqua distillata è adatta alla preparazione degli alimenti per neonati, poiché non porta con sé alcun carico minerale aggiuntivo ed evita così un sovraccarico incontrollato dei reni ancora immaturi del lattante. In pediatria è noto che i reni dei lattanti non possono ancora raggiungere la piena capacità di filtrazione di un adulto e possono quindi reagire in modo sensibile a un carico disciolto troppo elevato nell’acqua.

Domanda

Possono berla anche gli animali domestici?

Risposta

Sì, gli animali possiedono per lo più un istinto molto più fine degli esseri umani per la qualità del loro nutrimento e preferiscono istintivamente l’acqua più pura. Numerosi proprietari di animali osservano che cani e gatti, appena possono scegliere, preferiscono l’acqua distillata alla comune acqua del rubinetto. Questa preferenza sottolinea l’accettazione biologica dell’acqua pura come mezzo ottimale di idratazione, anche per l’organismo animale.

Domanda

Che sapore ha quest’acqua?

Risposta

Molto più morbido e neutro di qualsiasi acqua comune. Per molte persone è insolito, perché non sanno, o meglio non hanno mai potuto assaggiare, che sapore abbia l’acqua purissima. E come potrebbero? Il sapore dell’acqua distillata viene spesso descritto come più morbido e neutro di quello dell’acqua comune. Poiché è del tutto priva di minerali, residui di cloro, calcare e additivi chimici, molte persone percepiscono la sensazione in bocca come particolarmente pura e delicata.

Mentre il primo sorso, per l’assenza di sostanze accompagnatrici, può sembrare dapprima insolito, le papille gustative si ricalibrano rapidamente. Con il tempo percepiscono in modo del tutto consapevole la limpidezza dell’acqua, perché i suoi sensi vengono ricondotti allo zero assoluto della neutralità, raggiungibile solo in questo modo.

Domanda

Si può cucinare con l’acqua distillata?

Risposta

Sì, è anzi molto consigliabile. Cucinare con l’acqua distillata è molto consigliabile e agisce come un vero amplificatore del piacere. Che si tratti di zuppe, bevande calde o salse raffinate, tutto ciò che viene sciolto nell’acqua guadagna moltissimo in aroma. Poiché l’acqua distillata non porta con sé alcun carico minerale proprio, possiede un potere solvente nettamente maggiore per le sostanze aromatiche naturali. Così le sottili sfumature dei suoi ingredienti vengono estratte con più intensità e risaltano senza alterazioni.

Domanda

Si deve rimineralizzare l’acqua distillata?

Risposta

No, assolutamente no. È una delle domande più discusse e vorrei essere qui molto chiaro. Si fidi della forza del cibo, perché è lì che i minerali devono stare. L’obiettivo è un mezzo di trasporto vuoto per la depurazione del corpo. I minerali appartengono, in forma organica, al cibo, alla frutta, alla verdura, non all’acqua. Lo tenga a mente, se la sala artificialmente, perde la sua fame di sciogliere.

Domanda

Dove conservo l’acqua distillata?

Risposta

È una domanda molto importante. La risposta è, solo nel vetro o nell’acciaio inossidabile. La scelta del contenitore giusto è decisiva. Utilizzi esclusivamente recipienti di vetro o di acciaio inossidabile di alta qualità e rinunci con coerenza alla plastica. Poiché l’acqua distillata, per la sua estrema purezza, tende fortemente ad assorbire sostanze dall’ambiente circostante, interagirebbe chimicamente con i contenitori di plastica e ne scioglierebbe attivamente plastificanti, microplastiche e sostanze ad azione ormonale come il bisfenolo A, BPA.

Il vetro e l’acciaio inossidabile di alta qualità, invece, sono inerti, cioè non rilasciano particelle e garantiscono che la sua acqua resti pura come quando ha lasciato l’alambicco.

Domanda

Che cosa succede quando l’acqua gela?

Risposta

È un processo notevole. Quando l’acqua distillata gela, si forma un ghiaccio cristallino. Il congelamento mostra in modo visibile quanto sia davvero pura quest’acqua. I cubetti di ghiaccio che se ne ottengono diventano trasparenti come il vetro. Poiché non vi sono racchiusi gas né minerali, cristallizzano perfettamente senza intorbidirsi. La purezza si conserva interamente durante lo scongelamento. Alla fine di questa serie di domande desideriamo ancora dirle che, se ha altre domande, ci scriva semplicemente. Saremo lieti di rispondere alle sue domande.

La conclusione del libro

Capitolo 10

Ascolta in tedesco, 4 min

Capitolo 10

La conclusione del libro

A chiusura di questo libro si può definire, riassumendo, che il consumo di acqua distillata rappresenta il modo più efficace per aumentare in modo duraturo la forza depurativa dell’intero organismo. L’acqua distillata è l’unico liquido che eleva di questo valore decisivo la pressione osmotica, e con essa la capacità depurativa dell’intero sistema corporeo. Questo processo avviene inoltre senza gravare il corpo di nuove sostanze estranee.

Ciò fa del mezzo puro lo strumento ideale per l’eliminazione delle sostanze disciolte. Grazie a questo sollievo delle barriere biologiche l’intero sistema si distende, poiché la depurazione non deve più lottare contro un’elevata resistenza interna. Il guadagno osmotico di forza d’aspirazione agisce come una potente leva fisica sull’intera attività renale. Per comprendere la portata di questo aumento occorre considerare le dimensioni imponenti del lavoro quotidiano dei reni.

Bere «puro» l’elemento più puro.

I reni filtrano ogni giorno 1800 litri di sangue. Questo numero imponente va assaporato con calma. Una maggiore capacità solvente dell’acqua significa per i reni un risparmio di tempo calcolato di quasi due ore. Con esattamente 108 minuti distribuiti nell’arco della giornata, il rene riacquista capacità libera, che l’organismo può ora dedicare a profondi processi di rigenerazione e alla stabilizzazione del suo equilibrio interiore. Questo risparmio di tempo non è un gioco teorico, ma significa tempo reale di sollievo per tutti i tessuti.

In questo tempo guadagnato il nostro organismo deve lottare contro le resistenze osmotiche con una pressione nettamente minore. Un simile sollievo riduce l’usura meccanica delle sottili unità filtranti e crea preziose capacità per la rigenerazione cellulare. Bevendo acqua distillata mettiamo a disposizione del nostro corpo il potente elemento acqua nella sua forma più pura e compiuta. La sua maggiore pressione osmotica depurativa costituisce esattamente la soglia decisiva nei nostri tessuti, necessaria per attivare la diffusione negli strati più profondi e condurre così il nostro corpo sempre più verso uno stato di vera libertà biologica.

«Perché tutto devi farlo tu stesso.»

Con l’acqua distillata beviamo l’elemento più puro. Ora sappiamo che non esiste forma più durevole e più potente di nobilitazione dell’acqua di quella attraverso il cambiamento di fase della distillazione. Vista da un punto più alto, la purezza dell’acqua distillata rappresenta esattamente il principio secondo cui il corpo lavora. È l’ottenimento del mezzo più puro per le sue sacre sale dell’acqua. In questo punto finale va osservato quanto questo modo di idratarsi sia ancora esotico per la maggior parte delle persone.

Non è affatto scontato avere anche solo la possibilità di usare nella sua forma più pura questo elisir, che la scienza ha battezzato il liquido più strano del mondo. Soprattutto considerando che in realtà non è così semplice procurarsi questa sostanza, poiché non la si può acquistare da nessuna parte. Questa forza nella sua forma più alta la si può avere soltanto ottenendola da sé. Del resto, al più tardi dopo la lettura di questo libro, abbiamo fatto nostra anche quella massima alchemica, così come la pronunciò Paracelso. «Perché tutto devi farlo tu stesso».